venerdì 30 dicembre 2016

Bianca come il latte, rossa come il sangue

Lo so, non è un libro recente e magari molti di voi l'avranno già letto. Io non l'avevo ancora fatto perché ero un po' diffidente. Non amo molto i libri che hanno come protagonisti gli adolescenti e il loro mondo, non mi è piaciuto neanche Il giovane Salinger che per molti è un capolavoro! Infatti non era in programma però qualche giorno fa, mentre ero in biblioteca a fare scorta per le vacanze di Natale, l'ho visto e l'ho infilato tra gli altri.





Il protagonista e voce narrante della storia è Leo, un sedicenne che frequenta il Classico senza averlo scelto, che gioca a calcio e guida un motorino senza freni. Ha due amici del cuore, Niko e Silvia, e una grande cotta per Beatrice che vede tutti i giorni a scuola con i suoi meravigliosi capelli rossi.

Leo sogna di dichiararsi alla ragazza ma Beatrice ha la leucemia, un male che fa diventare bianco il suo sangue e la costringe ad un'inutile lotta fuori e dentro l'ospedale.

Leo dovrà allora guardare bene dentro se stesso e fare i conti con i suoi sogni, le sue paure, i suoi desideri e quelli di chi gli sta intorno: Niko, Silvia, i suoi genitori, il professore di storia e quello di religione ... Ognuno di loro a modo suo lo aiuterà a chiarirsi le idee e a tirar fuori il coraggio necessario per stare vicino a Beatrice e andare avanti anche dopo di lei.

Il libro mi è piaciuto molto, avevo visto il film in televisione per cui sapevo già come andava a finire e, nonostante questo, l'ho divorato in due giorni. Ho trovato tutto molto credibile e ben costruito, scritto con un linguaggio immediato ma non banale che ricostruisce bene il modo di pensare di un sedicenne.

Mi è piaciuto anche lo stile in cui sono disegnate le diverse figure di adulti: per Leo sono un mondo a parte che spesso non comprende e più volte lo esplicita ma lungo tutta la storia saranno proprio loro, in modi diversi, a fornirgli spunti per riflettere e capirsi sempre meglio. Mi è piaciuto leggere la storia di un ragazzo normale, non ribelle e in guerra contro tutti; anche se ci sono conflitti con i professori e con i genitori.

Davvero una bella scoperta che mi ha fatto venire voglia di leggere gli altri libri di questo autore.



domenica 27 novembre 2016

ECDL: buona la prima!

Quella di ieri è stata una giornata impegnativa ma che mi ha lasciato decisamente soddisfatta! 

Ho fatto il primo esame per l'ECDL che, per chi non lo sapesse, è la patente europea del computer. 

Si tratta di una certificazione che volevo fare da molto tempo ma poi una volta il corso era troppo lontano o in orari improbabili, un'altra volta ero incinta e non me la sentivo, poi avevo la bambina troppo piccola... Insomma rimaneva il classico sogno nel cassetto.

Fino a che spunta un corso proprio nella mia scuola, il sabato, con tanto di esame in sede e sconticino per gli insegnanti dell'Istituto. Potevo dire di no?

Così, insieme ad altre due colleghe, ho affrontato e superato il primo modulo; ora ne mancano altri sei per avere in mano la certificazione vera e propria ma sono soddisfatta e molto motivata. 

Adoro studiare ed imparare cose nuove!

lunedì 31 ottobre 2016

Finalmente Hokusai!

Approfittando del ponte dei Santi, io e mia figlia siamo state a vedere la mostra di Hokusai a Palazzo Reale a Milano. 

Di questo artista conoscevo solo la grande onda e una delle vedute del monte Fuji ed ero molto curiosa di vederle dal vivo e di scoprire altre cose.

Decisamente sono rimasta molto soddisfatta.

Intanto l'esposizione riguarda altri due colleghi di Hokusai ossia Hiroshige e Utamaro e poi si possono ammirare più di 200 opere divise in cinque sezioni: Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige; Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai; Rivali di “natura”: Hokusai e Hiroshige; Utamaro: bellezza e sensualità; I Manga: Hokusai insegna. 

Si comincia con silografie di ponti e cascate come La cascata di Amida (Hokusai) in cui la cascata è rappresentata secondo due diverse prospettive: quella dall'alto chiamata a volo d'uccello e quella frontale. Nelle diverse vedute ritroviamo elementi comuni come le casupole e le rocce.



Comincia poi la serie delle vedute del monte Fuji in cui ci ha colpito come il monte sia a volte piccolissimo e quasi difficile da trovare a prima vista. Fa invece la parte del protagonista in Giornata limpida col vento del sud conosciuto anche come Fuji rosso e in Temporale sotto la cima (Hokusai) e nella stampa per ventaglio Suruga (Hiroshige).





All'interno di questa sezione trovate la famossissima Grande onda che è stata sistemata al centro della stanza in posizione d'onore.



Arriva quindi la serie più famosa di Hiroshige cioè le Cinquantatrè stazioni del Tokaido. Il Tokaido era una delle vie principali del Giappone dell'epoca e la serie si ispira alle stazioni di sosta per i viaggiatori che la percorrevano e si trovano scene di vita quotidiana immerse nei differenti ambienti naturali. 

C'è poi una sezione dedicata alle illustrazioni di poesie legate alla natura: a me è piaciuto molto Gru sopra un pino innevato ma sicuramente ai bambini piacerà quella con le tartarughe.

Ecco poi le stanze dedicate alle donne di Utamaro, eleganti ed intense come La ragazza precoce.



Chiude la parte dedicata ai manga che è quella che ci ha interessate di meno.

La mostra sta riscuotendo grande successo quindi vi consiglio di prenotare online il biglietto oppure di armarvi di un po' di pazienza per fare la coda. Noi abbiamo fatto poco più di mezzora di fila ma nel corso della giornata i tempi d'attesa rischiano di allungarsi un pochino. 

Se volete farvi un'idea più precisa vi segnalo il sito della mostra da cui ho preso anche le foto del post.


giovedì 27 ottobre 2016

Halloween... mio malgrado

Non sono per niente amante della festa di Halloween che, peraltro, non conosco veramente. Non che la maggior parte della gente che qui da noi la festeggi ne sappia granché oltre al suo aspetto più commerciale.

In ogni caso cerco di fare quel che si dice "buon viso a cattivo gioco", almeno sul lavoro. Tutti i bambini della classe lo attendono con ansia e lo festeggiano a dovere per cui cerchiamo di sfruttarlo a fini didattici.

Quest'anno, tra le altre cose, abbiamo realizzato dei portacandela a forma di mummie.
Basta un vasetto di vetro da ricoprire con strisce di garza incollata con la colla vinilica,  si completa il tutto con due occhietti mobili e una candelina al suo interno e il gioco è fatto. Sembra che il lavoro sia piaciuto perché diversi bambini mi hanno raccontato che ne hanno realizzati altri a casa con i propri genitori.






Per completare l'attività ho creato una scheda operativa con il diagramma delle fasi di costruzione del lavoro che ogni bambino ha completato. 






 

domenica 2 ottobre 2016

"Dolce festa dei nonni"


Oggi si festeggia la festa dei nonni, ormai entrata di diritto tra le ricorrenze a cui si dedica la maggior parte delle scuole dell'infanzia.

Noi abbiamo scelto un pensierino semplice ma, secondo me, simpatico: dei nonni chupa chupa.

Su una base di cartoncino marrone, un po' cuore un po' scarpe, abbiamo incollato con la colla vinilica il chupa chupa stando attenti a mantenere il bastoncino dritto.

Poi abbiamo decorato le faccine sempre con cartoncino, questa volta rosa.
Ogni bambino ha realizzato il volto di nonni di fantasia (non dei propri nonni) scegliendo forme e colori per raffigurare gli elementi del viso, viso che è stato poi attaccato col nastro adesivo all'estremità opposta del bastoncino.

Alla fine ho impacchettato con sacchetti per dolci che ci sono stati regalati da una mamma.

Ed ecco il risultato finale:


 Di solito non utilizzo molto i dolci a scuola però questa volta ho fatto uno strappo alla regola perché mi sembravano davvero carini ed i bambini si sono divertiti parecchio. In più è un'attività semplice e ci ha permesso di realizzare due sacchettini a bambino.

Speriamo che abbiano gradito anche i nonni!

venerdì 29 luglio 2016

L'ora di pietra

Se siete lettori accaniti come me e non potete rinunciare neanche sotto l'ombrellone, vi segnalo un libro adatto ad essere portato in vacanza ma comunque di un certo livello.






L'ora di pietra di Margherita Oggero, ex professoressa di lettere, racconta (con una scrittura semplice ma non banale) la storia della tredicenne Imma costretta tra le quattro mura dell'appartamento di una zia, lontano da casa propria. 

L'inizio dice e non dice, in un continuo salto tra il presente della ragazza (e della zia) e il passato di Imma e della sua famiglia. Si intuisce che c'è un dramma dietro questa storia ma ci verrà svelato solo poco a poco mentre viene tratteggiato un contesto difficile e complesso in cui si muovono altri personaggi, altre storie tutte collegate tra loro.

Il libro si legge molto bene, nonostante la narrazione sia un po' complessa per i continui flash-back e i cambi di punti di vista che però, secondo me, anzichè confondere attirano sempre di più l'attenzione del lettore. 

Buona lettura!




 

mercoledì 27 luglio 2016

Independence day- 24 luglio 2016

Questa edizione dell'Independence day si è fatta un po' più impegnativa in quanto Francesca che lo organizza ha chiesto di fare riferimento ai principi dell'alimentazione naturale. Qui nel suo post trovate i dettagli.

Per me questo è un periodo di grandi sperimentazioni in cucina, insieme alla mia piccola che (con solo sei anni) ha già una grande passione per le ricette: così non abbiamo composto un menù completo ma ci siamo concentrate su due piatti principali.
Considerato il caldo e la mia predilezione per la semplicità, vi lasciamo alcune proposte non molto impegnative sperando di non esserci allontanate troppo dalle idee di Francesca.

Intanto abbiamo provato il pesto di carote per condire la pasta. Facilissimo da fare: basta tritare in un mixer carote, pinoli, acciughe, pecorino e olio extra vergine d'oliva. Al momento di usarlo per condire la pasta aggiungete un pochino di acqua di cottura oppure un po' di formaggio cremoso se volete renderlo più simile ad una salsa. Se preferite potete condirci un bel piatto di riso lessato e andrà benissimo lo stesso.


La seconda ricetta è una lasagna fredda di carasau e verdure. Il pane carasau è un tipico pane sardo che si presenta come una sfoglia croccante. Noi lo acquistiamo in uno spaccio vicino casa che vende prodotti di piccoli produttori da tutta Italia, quindi non è esattamente a chilometro zero!

Si bagna leggermente il pane con acqua e lo si pone in un contenitore rettangolare (io ho usato uno stampo da plumcake). Poi ho alternato strati di zucchine grigliate con pomodori freschi tagliati a rondelle, di nuovo il pane carasau ricoperto di crema di ricotta con olive ed erba cipollina. Andate avanti con gli strati fin che volete. Schiacciate un po' in modo che si compatti e mettete in frigorifero per qualche ora. Al momento di servire, basta capovolgere la lasagna su un piatto.



Naturalmente potete usare le verdure che volete e, se non vi piace, omettere lo strato con la ricotta o sostituirlo con altro. E' perfetto da fare in anticipo e rinfresca davvero!

Per il resto tantissima frutta fresca di stagione presa al mercato contadino e insalata di pomodori e cetrioli dall'orto di mio papà.