martedì 18 novembre 2014

Un'altra nuova avventura

Oggi è iniziata per me una nuova esperienza: nella mia classe è arrivata una piccola bambina di tre anni che parla solo filippino, io non capisco lei e lei non capisce me e naturalmente neanche i suoi compagni.
Non è la prima volta che incontro alunni stranieri ma mai così piccoli e appena immigrati.
Sarà un'occasione importante per me, per crescere come persona e come insegnante.

Cercando qua e là ho trovato queste parole in cui mi sono davvero ritrovata:

"Straniero in classe" non è (...) solo l'allievo che proviene da qualche altro paese, ma anche l'insegnante che davanti a quell'allievo si sente a sua volta spaesato, quasi stranito perché vede messi in discussione molti dei pregiudizi su cui si basa il suo modo normale di fare scuola. Davanti a questa esperienza di straniamento un insegnante può decidere di far finta di niente, come se non fosse accaduto nulla, continuando a pensare e a operare in classe come ha sempre fatto, forse addirittura più sordo di prima. Di questa stessa esperienza, però, un insegnante può anche fare tesoro, trasformandola in un'occasione di autoformazione per sè e per i propri allievi (Zoletto 2007).



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