giovedì 31 dicembre 2015

Un buon 2016 pieno di libri da leggere!

Mancano poche ore alla fine del 2015 e all'inizio del nuovo anno.
Non sono un'amante di questo tipo di festeggiamenti, soprattutto non mi piace fare le ore piccole però adoro da sempre pensare ai buoni propositi per l'anno nuovo.

Per quest'anno ne ho decisi due, tra gli altri, che voglio condividere con voi.
Intanto quello di tenere un diario/planner giornaliero in cui scrivere le cose da fare, qualche pensiero, date da ricordare. Un diario da decorare, scrivere in bella calligrafia e tenere con cura per mettere ordine nelle cose e nei pensieri. Mi sono anche iscritta ad un gruppo facebook in lingua inglese sull'argomento così tengo alta la motivazione.

Altro proposito è quello di leggere tantissimo come sempre ma anche in inglese per migliorare la lingua. Quello di potenziare il mio inglese è un progetto che ho da molto tempo. All'inizio pensavo di fare un corso per raggiungere la certificazione poi però ho cambiato idea. Innanzitutto perché non voglio prendermi un impegno fisso e non me la sento di sostenere un esame. Voglio studiare sì ma con tranquillità e leggerezza. Così mi è venuta l'idea di sfruttare il mio amore per il libri. 

Mi sono fatta una lista tra quelli che sono disponibili in biblioteca. Alcuni sono per bambini da leggere con mia figlia, altri sono per ragazzi dell'età delle medie e poi qualche libro per adulti cbhe sarà sicuramente una lettura più difficile.

Per ora ho scelto questi ma accetto suggerimenti:




 



 




 




E voi, fate un elenco di buoni propositi per il nuovo anno?

venerdì 11 dicembre 2015

Double trouble

 

Quella che vi mostro è un'anteprima: uno dei libri che mia figlia troverà sotto l'albero.

Double Trouble di Anna Milbourne fa parte della collana Very first reading book della Usborne, una serie pensata per i bambini di lingua inglese che imparano a leggere. Ogni libro presenta una serie di lettere o sillabe con cui il bambino può prendere confidenza. Vanno quindi bene come primo approcio all'inglese scritto anche perché le storie fanno grande uso di rime e hanno delle illustrazioni molto colorate. 

Nella serie sono presenti più di trenta titoli, ognuno si concentra su gruppi diversi di lettere e sillabe.

I protagonisti di Double Trouble sono due gemelli elefanti che nessuno riesce a distinguere e ci sono perciò continui equivoci, fino a quando i due avranno l'idea di dipingersi di colori diversi risolvendo così il problema ma non hanno fatto i conti con la scimmietta Pip che, senza volerlo, rovinerà tutto.

Alla fine del libro ci sono dei giochini di comprensione del testo e alcune note per l'adulto mentre collegandosi al sito web si possono scaricare idee e suggerimenti per i genitori.

Sono molto curiosa di sperimentarli su mia figlia, vi farò sapere...

lunedì 7 dicembre 2015

Plumcake di sant'Ambrogio e vere tradizioni

 
Basilica di Sant'Ambrogio a Milano
A Milano e nella sua provincia oggi è la festa del patrono  cioè sant'Ambrogio, una delle personalità più importanti nella storia della Chiesa cattolica, annoverato anche tra i quattro massimi dottori della chiesa. 

Una delle particolarità di questo santo è che fu eletto vescovo quando ancora non aveva ricevuto il Battesimo, era infatti nel pieno del suo cammino di catecumenato, (al tempo il Battesimo non veniva somministrato ai bambini). All'epoca ricopriva la carica di governatore di Milano in un momento molto critico della sua storia: la città era sconvolta dalle lotte tra cattolici e ariani proprio per l'elezione del nuovo vescovo. Intervenuto per placare gli animi, conquista tutti e viene acclamato vescovo a furor di popolo. Il 7 dicembre, otto giorni dopo aver ricevuto il Battesimo, diventa vescovo della città.

Enorme è l'eredità che questo santo ci ha lasciato, oltre al rito liturgico ambrosiano che prevede tra le altre cose una diversa struttura della Messa, a lui si deve l'introduzione delle preghiere cantate così come molti elementi presenti nel culto delle chiese orientali e alcuni gli attribuiscono anche il Te deum.




Fu anche grande studioso e profondo teologo, di lui ci rimangono infatti moltissimi scritti. La sua attività pastorale era strettamente legata ai temi della giustizia sociale e dell'attenzione ai più poveri oltre che ad un continuo richiamo all'etica e alla morale nella vita pubblica e politica. Grande ascoltatore, sembra che chiunque potesse avvicinarlo e parlargli con la sicurezza che avrebbe trovato tempo per tutti. 

W. Sauber: qui il santo è rappresentato con il miele a simboleggiare la dolcezza delle sue omelie


Da sempre amato dal suo popolo, tradizionalmente i milanesi dedicano il giorno della sua festa alla preparazione del presepe e dell'albero nelle proprie case. E così abbiamo fatto anche noi.






















Quello che manca a questa ricorrenza è un piatto tipico per cui mi sono inventata un plumcake perfetto per la nostra famiglia e a lui lo dedichiamo, un dolce semplice negli ingredienti e nella preparazione.


 Ecco gli ingredienti:

1 bicchiere di yogurt bianco
1 uovo
1 bicchiere di zucchero
2 bicchieri di farina
2 carote medie grattuggiate
1/2 bicchiere di olio extravergine
una manciata di arachidi tostate tritate
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Basta mescolare tutti gli ingredienti, aggiungendoli uno alla volta nell'ordine indicato, versare in uno stampo da plumcake e cuocere per circa 30 minuti in forno caldo a 180°.



Buon Sant' Ambrogio!

venerdì 4 dicembre 2015

Il domatore di foglie




Per traghettarci verso l'inverno, vi propongo un vero capolavoro: Il domatore di foglie, un libro per bambini di Pina Irace e Maria Moya per dare un'ultima occhiata alla stagione autunnale e ai suoi meravigliosi colori.

La storia comincia all'inizio dell'autunno, proprio quando gli alberi sono carichi di foglie gialle, rosse e arancioni; talmente carichi che non ce la fanno proprio più e aspettano con ansia l'arrivo del domatore di foglie. Le foglie infatti non possono cadere tutte insieme: ricoprirebbero tutto il mondo e farebbero un rumore spaventoso. Il domatore invece le guida poche per volta in dolci volteggi.





Quest'anno però succede qualcosa di strano: il domatore non si presenta e, dopo diversi tentennamenti, una piccola foglia rossa si fa coraggio e si stacca dal ramo, da sola. Piano piano la seguiranno anche le altre e scopriranno di saper volteggiare anche da sole.

Ma il domatore che fine ha fatto?

Ha sentito dire che non ci sono più le mezze stagioni e si è trovato un altro lavoro.




La storia è molto divertente, i disegni sono meravigliosi e se da voi ancora non è arrivata la neve, dategli una sbirciatina prima di tuffarvi a capofitto nei libri di Natale.

giovedì 3 dicembre 2015

Festa di Natale: sì, no, non lo so

 
Blue night-P. Klee

Si avvicina a grandi passi il Natale e in molte scuole fervono i preparativi per la festa e per realizzare biglietti d'auguri e piccoli pensieri per mamma e papà. 

Lungi dall'essere qualcosa di sereno e tranquillo, periodo di pace ed armonia,il Natale a scuola può invece trasformarsi in campo di battaglia di molteplici scontri ideologici, pedagogici, pisicologici e aggiungeteci quello che volete.

Salto volutamente la questione del significato religioso o laico della festa perché ci vorrebbe un post a parte e la stretta attualità ce lo sta già proponendo.

C'è chi dice che lo spettacolo di Natale stressa i bambini inutilmente e quindi non si fa, chi lo considera una semplice festa per scambiarsi gli auguri, chi si trasforma nella reincarnazione di tutti i coreografi del mondo e imbastisce LO SPETTACOLO DEL SECOLO. 

C'è il genitore che si commuove ed applaude contento qualsiasi cosa gli si proponga, quello che scatta foto a ripetizione, quello che sbuffa perché proprio non gli va giù di perdere tempo così, quello che se c'è la recita voleva il coro e se c'è il coro voleva la recita e quello che si lamenta e spiega a tutti che lui l'avrebbe organizzato meglio, quello che scuote la testa perché secondo lui il proprio figlio non è stato valorizzato a dovere perché a casa balla, canta e recita in almeno tre lingue diverse tutti i giorni da quando è nato ma cosa vuoi le maestre non lo sanno mica stimolare come la mamma...

E non dimentichiamoci del regalo per mamma e papà: tutti uguali, tutti diversi, con materiale di recupero o acquistando qualcosa, fatto dai bambini, fatto dalle maestre, impachettato o da portare a casa così com'è, con biglietto d'auguri, senza biglietto d'auguri, solo biglietto d'auguri senza regalo, da portare a casa l'ultimo giorno, da consegnare dopo la festa, con poesia, senza poesia oppure niente regalo, niente biglietto, niente poesia.

Per stavolta mi fermo qui e se, a questo punto, sentite una leggera punta d'ansia, avete una vaga e parziale idea di come mi sento io quando arriva il Natale a scuola.

Io adoro il Natale, l'atmosfera, le canzoni, le decorazioni, l'albero e il presepe, la ghirlanda sulla porta, la carta per fare i pacchetti. Ma soprattutto adoro il significato del Natale che, anche volendo allargare la prospettiva oltre il fatto religioso, è comunque un messaggio di pace e armonia, ci spinge ad essere felici e a rendere felici, a guardare l'essenziale e a condividere con gli altri, lo spirito del Natale appunto.

L'ansia da prestazione, il concetto di performance, la competizione non fanno parte del Natale e a noi educatori spetta il compito di trasmettere questo valore ai nostri bambini.

Per questo spettacolo, regalo, biglietto e poesia sono strumenti da vedere in quest'ottica. A me non interessa che i bambini sappiano a memoria una poesia di otto strofe o cantino alla perfezione o non sbaglino un passo di danza. A me interessa che imparino ad essere gentili, ad aiutarsi, a condividere i giochi, a considerarsi uguali oltre le differenze. E sopra ogni cosa mi interessa che ogni bambino si senta il più possibile a proprio agio nel contesto della festa. E pazienza se questo vuol dire che canterà le canzoni in braccio alla mamma.

Va bene spingere i bambini a fare le cose seriamente e a dare del loro meglio come sempre ma trasformare la preparazione di una festa in una tortura proprio no (soprattutto quando si parla di bambini piccoli). Questo purtroppo vuol dire non soddisfare tutte le famiglie, vuol dire accettare che qualcuno pensi e dica che non sono abbastanza brava o che non mi sono sforzata abbastanza. Pazienza!

E come si canta nella traduzione italiana di White Christmas: è Natale, non soffrire più! 
E allora buona festa di Natale a tutti i bambini!


venerdì 27 novembre 2015

Elizabeth è scomparsa




Oggi vi scrivo di un libro che mi ha veramente entusiasmata per tantissimi motivi diversi.

Intanto rappresenta l'esordio della ventottenne londinese, Emma Healey, ed è stato al centro di una vera e propria contesa tra gli editori di mezzo mondo per conquistarne i diritti.

Veniamo alla trama.

La protagonista principale e voce narrante è Maud, un'anziana signora che soffre di demenza senile. E qui devo segnalarvi un altro dei motivi per cui questo libro mi è piaciuto tantissimo. Nel corso delle pagine l'autrice dà voce ai pensieri molto confusi della sua autrice in un modo che però non confonde il lettore. Se state pensando al famoso flusso di coscienza di Joyce, lasciate perdere perché non c'entra niente. L'unica a non capirci niente è solo la povera Maud, non certo chi legge.

Chiodo fisso dell'anziana signora è scoprire che fine ha fatto la sua amica, l'Elizabeth del titolo e nel corso della storia scopriamo pian piano della loro amicizia ma anche della vita precedente di Maud, profondamente segnata da un'altra scomparsa, quella della sorella.

L'uso del flash-back rappresenta un altro elemento particolare del libro perché è sapientemente collegato alla storia principale proprio grazie ai pensieri sconclusionati della donna aiutando il lettore a scoprire, passo dopo passo, tutto quello che c'è da sapere. Di solito non amo troppo l'uso di questa tecnica letteraria ma qui non crea confusione e non appesantisce la storia, anzi semmai fa proprio da contraltare al caos mentale di Maud.

Molto interessante è anche il confronto tra quello che Maud crede di fare e quello che in realtà fa, così come viene vissuto dalle persone che le stanno attorno e sono ovviamente esasperate e preoccupate dalla sua difficoltà.

Nella storia ci sono infatti figli, nipoti, assistenti domiciliari, abitanti del quartiere e semplici sconosciuti. Tutti chiamati a confrontarsi con la particolarità di questa bizzarra signora che compra continuamente barattoli di pesche convinta di non averne più, sistema i libri nel camino scambiato per libreria, telefona al medico senza saper poi dire per quale sintomo e dissemina ovunque biglietti colorati su cui annota ciò che dovrebbe ricordare. Inutilmente direi perché sembra che servano solo a confonderla di più.

E' un libro che mi ha catturata sin dalle prime pagine e che non sono riuscita a lasciare fino alla fine, anche se dubito mi dimenticherò mai di questa esasperante vecchietta.

domenica 22 novembre 2015

Nuovo nome per il mio blog

Dopo qualche riflessione, ho deciso di modificare leggermente il nome del blog perché voglio allargare maggiormente gli argomenti e i temi su cui scrivere. 

Il mondo dell'infanzia e della scuola continuerà ad avere uno spazio importante ma voglio spaziare di più tra gli altri miei interessi, anche perché ogni tanto ho proprio bisogno di chiudermi dietro la porta della sezione e distrarmi un po'.

Spero accoglierete con piacere questa variazione e a presto!

venerdì 2 ottobre 2015

Un vaso di fiori per i nostri nonni


Vi mostro il nostro pensierino per la festa dei nonni.
















Prima di tutto abbiamo fatto la pasta di sale con 2 tazze di farina, 2 di sale fino e 1 di acqua (aggiungete sempre l'acqua poco alla volta perché potrebbe servirvene un po' di più o un po' di meno a seconda dei casi).


Con uno stampino per biscotti abbiamo creato dei fiori (abbastanza spessi altrimenti rischiano di creparsi e rompersi una volta asciutti), ho infilato uno stuzzicadenti come gambo e poi ad asciugare.

Noi abbiamo sfruttato le ultime giornate di sole e caldo prima di dipingerli con tempere e pennelli.
Di nuovo ad asciugare e via col vasetto.





Abbiamo riciclato le ciotoline delle mousse di frutta che sono state riempite di pasta secca o riso (anche questi riciclati) con al centro il fiorellino infilzato in un blocchetto di plastilina per dargli equilibrio. Abbiamo poi ricoperto con il das verniciato di verde per simulare il prato e usato un rotolino di plastilina colorata per rifinire il bordo del vasetto.

Altra asciugatura e il regalo è pronto da confezionare accompagnato da una poesia su pergamena fai da te (carta bagnata in acqua e caffè).



Forse le foto non rendono appieno ma sono veramente belli e divertenti da fare anche se richiedono un po' di tempo per i vari passaggi.

venerdì 25 settembre 2015

Il gigante e Zeralda


Questa settimana abbiamo preso in prestito dalla biblioteca comunale Il gigante di Zeralda, storia non proprio recente di Tomi Ungerer.

Giganti, mostri e orchi, si sa, un po' spaventano e un po' attirano i bambini.

Quello della storia non è proprio cattivo, semplicemente mangia i bambini perché non ha mai assaggiato niente di davvero buono. 
Così i bambini sono costretti a rimanere nascosti e il gigante affamato diventa sempre più arrabbiato. Fino a quando la piccola Zeralda, appassionata di cucina, riuscirà a fargli cambiare idea e a dare alla storia il più classico dei lieto fine.

sabato 5 settembre 2015

Un filo di sconforto





Ero così contenta di ricominciare la scuola ma devo dire che sono bastati quattro giorni a dirottarmi verso un umore alquanto nuvoloso.

Tra tutti i pensieri che mi frullano in testa, mi faccio una domanda:

Ma come è possibile che nel nostro Paese, patria della Montessori (tra gli altri), l'educazione per la prima infanzia ancora non abbia diritto di cittadinanza?

La risposta non ce l'ho ma accetto suggerimenti.


sabato 29 agosto 2015

Il gioco di Emily

Qualche giorno fa ho trovato sul sito della maestra Emily un giochino per lavorare sui concetti topologici.

Ecco la mia versione (realizzata quasi interamente con materiale di recupero):
















Si sceglie un personaggio, si seguono le indicazioni e si scopre dove si arriverà.

Il gioco, apparentemente semplice, chiede ai bambini di utilizzare concetti come su, giù, avanti e indietro (oppure destra e sinistra: dipende dall'età) non rispetto al proprio corpo di cui si ha esperienza diretta ma compiendo un esercizio di astrazione.

Io lo userò in momenti collettivi quindi mi serviva un cartellone abbastanza grande da poter essere visto bene da tutto il gruppo. Se lo preparate per giocarci a casa si può tranquillamente rimpicciolire.

Per ora testerò questa versione non troppo difficile visto che i bambini della classe hanno tra i tre e i quattro anni, più avanti magari ne preparerò uno più impegnativo.

Grazie ad Emily per il suggerimento e fate un salto sul suo blog a curiosare tra le sue idee! 

venerdì 28 agosto 2015

La cosa veramente peggiore

Dopo la pausa estiva riapro il blog, ovviamente con un consiglio di lettura.
Così vi propongo un libro letto al mare: "La cosa veramente peggiore" di Torey Hayden. 




Molti di voi conosceranno questa scrittrice, famosa per raccontare storie di bambini problematici.

Anche qui il protagonista è un ragazzino in affido, David, con disturbi di apprendimento e qualche difficoltà a gestire la rabbia. Come se non bastasse si ritrova anche una sorella maggiore combinaguai.

Quando, dopo l'ennesima fuga, la sorella viene spedita in comunità, David si ritrova affidato alla signora Granny e, per la prima volta, lascerà la città per la campagna.

Nella nuova scuola si ripresentano puntuali tutti i suoi problemi con lo studio e in più verrà preso di mira da alcuni bulletti davvero poco simpatici.

Non sarà facile per David imparare a controllarsi e a credere in se stesso ma ad aiutarlo ci sono Granny e finalmente una vera amica, la piccola Mab che sembra essere un vero e proprio genio.
Insieme a Mab, David vivrà la straordinaria esperienza di far nascere un piccolo gufo da un uovo trovato nel bosco dimostrando a se stesso e agli altri di poter essere una persona  affidabile.

A differenza di altri libri della Hayden, in questo viene presentata una storia meno cupa e più leggera che si intuisce condurrà verso un lieto fine per cui lo consiglio a chi sta cercando una lettura nè troppo impegnativa nè troppo leggera, insomma una buona via di mezzo.


venerdì 10 luglio 2015

Ne ho vedute tante da raccontar




Questo libro è meraviglioso! Se amate i libri e state cercando di trasmettere la stessa passione anche ai vostri figli o nipoti non ve lo potete assolutamente perdere.

L'autrice, Grazia Gotti, è libraria e mamma (oltre che ex-insegnante) e da questa duplice prospettiva ci guida in un affascinante viaggio attraverso la letteratura per l'infanzia, dai libri di stoffa adatti ai neonati fino alle letture per chi sta per cominciare l'avventura di leggere da solo. 

Lo scopo è quello di provare a stendere un canone letterario anche per i più piccoli: una bibliografia molto esaustiva per accompagnare alla scoperta del leggere da zero a sei anni.

Intanto quando partire? "Subito" è la risposta dell'autrice con i libri in stoffa (quiet book) e i cartonati che si tengono in mano, si rigirano e che aiutano il bambino a cominciare a capire che ci sono due realtà: quella degli oggetti veri e quella degli oggetti disegnati.

Poi ci sono i libri con le finestrelle, con i buchi, pop-up... pensiamo alle avventure del cagnolino Spotty che si nasconde tra le pagine dei libri e dev'essere cercato ora aprendo ora alzando qualcosa.

Chi ama i libri per i più piccoli troverà tanti amici come Elmer, Ciccio Porcello, il coniglietto di Beatrix Potter, gli abitanti di Felicittà di Richard Scarry (che nella versione originale si chiama Busytown), il genio di Eric Carle, Leo Lionni, i mostri selvaggi di Sendak, le avventure di Pik Badaluk, gli abitanti di Boscodirovo, Munari e Rodari, gli animali di Esopo, la maialina Olivia che non può dormire la sera perché ha troppe cose da fare e moltissimi altri.

Vengono segnalati anche diversi libri purtroppo non ancora tradotti in italiano ma accessibili in lingua inglese e poi alcuni suggerimenti sulle più recenti collane editoriali.

Lungo tutto il libro si alternano racconti autobiografici a riflessioni sullo stato dell'editoria nel nostro Paese. Riflessioni amare, quest'ultime, che ci aiutano a capire come mai in Italia si legge così poco e a pochi chilometri da noi, in Francia, assistiamo all'esatto contrario.

"I libri per ragazzi godono della protezione dello Stato; nelle torri della Biblioteca Nazionale di Parigi le persone che si occupano dei libri per ragazzi occupano uffici spaziosi, molto ben arredati, sono persone molto preparate e sanno lavorare in gruppo per tanti progetti... ma l'intero territorio francese è ricco di biblioteche, di centri regionali di studio e di formazione, di iniziative intorno ai libri per ragazzi..."

La lettura è più che piacevole e scommetto che molti di voi lo divoreranno in poche ore: è denso di spunti per genitori ed insegnanti non solo sui libri da proporre ma sui significati che veicolano e sulle storie dei loro autori. 

Diverse volte l'autrice ci tiene a precisare che educare alla passione per la lettura non equivale a denigrare o bandire televisione e cartoni animati (tra l'altro il titolo è preso proprio da un cartone animato della Disney) semmai "sogno una rete televisiva pubblica che riservi un'attenta e amorevole cura nei confronti dei bambini e sappia programmare per loro il meglio del disegno animato del mondo. Non meritano forse i nostri cuccioli amore e attenzione tradotti in qualità?"

Concludendo devo ringraziare Marina, la mamma di un mio alunno, che per prima mi ha parlato di questo libro meraviglioso.
Buona lettura a tutti!
 

venerdì 12 giugno 2015

Chimica in casa

Per questo fine settimana che si prevede molto instabile vi suggerisco un libro di divulgazione scientifica.
Si tratta di Chimica in casa (Atomi e molecole tra le mura domestiche). 
Autori sono Yann Verchier, elettrochimico e professore di fisica e chimica al politecnico di Troyes, e Nicolas Gerber che insegna fisica e chimica in una scuola superiore.
Il testo in modo chiaro e molto accattivante ci guida attraverso la scoperta della chimica intorno a noi dal perché funzionano le creme solari a come fare una perfetta maionese.
Nel corso della lettura troverete anche alcuni esperimenti che potete fare con i bambini come la pila al limone oppure la costruzione di un foglio di plastica a partire da latte e aceto.
Lungo tutto il volumetto ci sono disegni e schemi che aiutano a capire meglio anche se la lettura è già di per sè semplice e ben scritta. Il libro infatti non dà niente per scontato e parte proprio dall'inizio per spiegare.
Ci sono inoltre tutta una serie di racconti e aneddoti sulla storia di alcune grandi scoperte. 

Insomma questo libro risponderà a molti interrogativi che magari vi siete già posti, per esempio come fare un buon caffè.

Io lo trovo molto utile soprattutto per genitori e insegnanti che vogliono aiutare i bambini ad osservare il mondo anche da un punto di vista scientifico.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

lunedì 1 giugno 2015

Un mese selvaggio/ Wild June

Sul blog di Daniela ho trovato la segnalazione di 30 days wild, un'iniziativa britannica che ci propone di compiere un atto di contatto diretto con la natura per ogni giorno del mese di giugno. 





Non servono necessariamente cose particolari: si può camminare a piedi nudi nell'erba, oppure seguire il volo di un insetto, invitare un amico a passare del tempo all'aperto e in mezzo al verde. 
Se vi va potete iscrivervi gratuitamente e riceverete del materiale informativo. C'è inoltre la possibilità di condividere la propria esperienza sui social con gli altri partecipanti.



Il sito e il materiale sono in inglese ma è tutto scritto in modo semplice e comprensibile ed è corredato da molte immagini, quindi se volete prendere parte non fatevi bloccare dalla lingua.

A me sembra un ottimo spunto soprattutto per insegnanti e genitori. Ci proverò e vediamo un po' come va.

domenica 31 maggio 2015

Il mio Independence Day

Alla fine di questa bellissima giornata, ecco qualche scatto di alcuni dei cibi che abbiamo scelto di mangiare.

colazione con pane e miele
tagliatelle al rosmarino con sugo di melanzane
ricotta e pomodori

fragole per spuntini e merenda
torta salata di zucchine con pastà brisè senza burro












A fine giornata posso dirmi molto soddisfatta del percorso di consapevolezza fatto in queste settimane e credo che continuerò il più possibile provando ad organizzarmi per tempo. 
Intanto voglio assolutamente provare a fare la ricotta in casa e poi sto sperimentando una ricetta furbissima per le caramelle fai da te senza zucchero.

Di tutto questo devo ringraziare con tutto il cuore Francesca e la sua continua ricerca.

sabato 30 maggio 2015

Independence day -1

Eccoci finalmente! Domani è l'Independence Day: il giorno in cui alla grande distibuzione preferiamo i piccoli produttori e il fatto in casa.



Nonostante lo aspettassi da tanto, non sarà facilissimo partecipare perché per vari motivi ho dovuto semplificare le idee che avevo in mente.

Ecco quindi la mia proposta di menù.

A colazione pane fatto in casa con miele: il pane lo fa mio marito da diverso tempo mentre il miele l'ho comprato settimana scorsa al MercaSpino, una fiera di produttori locali e artigianato homemade.
Per spuntino di metà mattina e per merenda fragole fresche che arrivano direttamente dal mercato di Campagna Amica a pochi kilometri da casa.
A pranzo tagliatelle fatte a mano (qualche compleanno fa ho ricevuto la "nonna papera" per tirare la pasta e tagliarla a forma di tagliatelle), condite con dadini di melanzane e zucchine, per secondo ricotta fresca e insalata di pomodori. Il sapore della ricotta fresca è diversissimo da quello del prodotto confezionato, non sembrano neanche lo stesso tipo di prodotto!
A cena risotto aromatico con timo, salvia e rosmarino: riso, olio e sale vengono da uno spaccio di prodotti alimentari mentre le erbe aromatiche crescono sul nostro balcone; mio marito le ha essiccate e poi polverizzate con un macinino da caffè. 
E per finire in bellezza mi voglio lanciare nella preparazione di una torta salata di verdure miste con pasta brisè fatta in casa (ma senza burro).Diciamo che se poi quest'ultima non mi viene ripiegherò su una frittatina di uova biologiche.

E voi vi state preparando? Visitate il blog creato da Francesca se ancora non ne sapete nulla, siete ancora in tempo per partecipare.

venerdì 22 maggio 2015

La bambina icaro



Ho faticato un po' ad ingranare nella lettura di questo libro perché non riuscivo a trovare un momento giusto per concentrarmi. Sono molto contenta, però, di non averlo abbandonato perché ad un certo punto mi ha davvero coinvolto.

Intanto vi dirò che la sua autrice l'ha scritto quando aveva solo diciassette anni e già questo lo rende degno di essere letto. Helen Oyeyemi, nigeriana trapiantata a Londra, l'ha creato infatti durante il liceo, all'insaputa dei genitori.

La protagonista è Jessamy, una bambina di otto anni con una mamma nigeriana e un papà inglese. Con il suo carattere sensibile e solitario è alle prese con la costruzione di un'identità sospesa a metà tra due culture: quella Yoruba e quella occidentale.

Durante un viaggio in Nigeria, conosce una ragazzina della sua età, la selvaggia Titiola. L'amicizia scoppia istantanea e sarà grande gioia quando Jessamy la ritroverà anche a Londra. Ma qui le cose cambiano e Titiola si rivela una bambina molto strana che rischia di precitare la piccola Jessamy in un abisso spaventoso.

Non voglio svelarvi di più perchè uno dei pregi del libro sta proprio nel suo crescendo di imprevedibilità.

Pur affrontando un tema inquietante come quello dell'identità divisa e della sua ricomposizione tutt'altro che scontata, non è per niente una lettura pesante, anzi, ad un certo punto, non potrete fare a meno di sapere come procede la storia e se ci sarà o meno un lieto fine.

Naturalmente io lo so ma non ho nessuna intenzione di dirvelo.


domenica 10 maggio 2015

Coltiviamo il grano

 
Qualche settimana fa abbiamo seminato i chicchi di grano. 
Ogni bambino ha messo uno o due chicchi nella terra, li ha coperti e poi abbiamo innaffiato.



Abbiamo lasciato i "vasetti" su uno scaffale basso vicino alla finestra così anche i bambini potevano controllare se spuntava qualcosa.

Abbiamo insistito un po' sul fatto di guardare senza toccare perché potevano rovesciarsi e i bambini sono stati davvero molto attenti. Alcuni addirittura dicevano di giocare senza urlare per non spaventare i semini.

Poi un giorno, hanno cominciato a spuntare i primi fili d'erba. All'inizio solo due o tre, poi sempre di più e alla fine anche i semi più dormiglioni si sono decisi.

Le piantine crescevano a vista d'occhio fino a che le abbiamo portate a casa per trapiantarle in un vaso più grande.



Alla fine dell'esperienza, ogni bambino ha disegnato la piantina che spuntava dalla terra dopo averla osservata bene.
L'esperienza della semina è molto importante per il bambino perché gli permette di formarsi le prime conoscenze relative agli organismi viventi e al prendersi cura di questi.
Si può fare anche a casa con molta facilità e tanta soddisfazione.