lunedì 9 febbraio 2015

Il "brivido" della pasta

Ieri ho voluto provare il brivido dell'avventura... ovviamente in senso didattico.

Ho proposto ai bambini della sezione di decorare con vari formati di pasta delle classiche mascherine di carnevale.

Dove sta il brivido? Nel fatto che hanno lavorato in totale autonomia e tutti insieme nello stesso momento (24 bambini di tre anni, purtroppo c'erano degli assenti!).



Io tengo molto a proporre esperienze in cui tutta la classe lavora in contemporanea e non solo attività in piccolo gruppo, soprattutto nell'ultimo anno di scuola dell'infanzia.
Lavorare con pochi bambini, alla volta permette all'insegnante di seguire le varie fasi, intervenire in caso di problemi, a volte anche anticipare le loro richieste (cosa, in realtà, non molto utile dal punto di vista pedagogico). Sicuramente il lavoro finito è molto più curato e c'è la possibilità di favorire l'acquisizione di competenze specifiche, anche perché ci si rende subito conto se un bambino non ha capito qualcosa.

L'attivtà proposta in questo caso, invece, mirava a esplorare quale capacità di lavoro autonomo possiede il gruppo classe. Mi serve per capire cosa si può progettare in futuro. E' utile anche a favorire nei bambini la capacità di condividere il materiale di lavoro e di attendere (ad esempio, che l'insegnante passi a rifornire di pasta oppure che venga a controllare il lavoro). Sono due abilità per nulla scontate, soprattutto nei bambini di tre anni.



Ho preparato la classe con vari tavolini, al centro di ognuno era posta una vaschetta con all'interno vari formati di pasta. La vaschetta è una ed è per tutti i bambini seduti al tavolino, c'era pasta sufficiente per tutti ed ho rassicurato i bambini che ne avevo ancora dell'altra. Nessuno poteva tirarsi la vaschetta dalla propria parte ed appropriarsene. Non è un concetto facile per i bambini perchè a tre anni siamo ancora in una fase di relativo egocentrismo assolutamente fisiologico. Io però sono dell'idea che i piccoli vadano aiutati gradualmente a condividere e che la scuola sia il luogo ideale per farlo. Devo dire che non ci sono stati problemi.

Ogni bambino è venuto da me a prendere la propria mascherina: ho voluto aggiungere anche questa difficoltà anzichè passare io tra i banchi a consegnarle.

Dopo aver messo la colla, ogni bambino ha decorato la propria mascherina con la pasta come più gli piaceva e, una volta asciutte, le mascherine sono state dipinte.

Come ho scritto prima, non mi interessava il risultato finale quanto lavorare sul processo per cui non sono intervenuta nelle loro scelte: c'è chi ha mischiato i vari formati, chi ha usato prevalentemente un tipo di pasta, chi l'ha riempita all'inverosimile e chi ha lasciato degli spazi vuoti qua e là.

Il risultato è stato però decisamente positivo: tutti hanno compreso le istruzioni, si sono impegnati nel proprio lavoro e hanno rispettato quelle regole necessarie alla buona riuscita dell'attività per tutti.
E' un'importante indicazione che si può continuare a proporre attività su questa linea.

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