martedì 10 febbraio 2015

Un riciclo a metà

L'anno scorso avevo proposto ai bambini di 5 anni un laboratorio fonologico che prevedeva, tra l'altro, un gioco per discriminare le parole lunghe da quelle corte. Avevo quindi preparato una serie di cartoncini con delle parole che mi servivano a questo scopo. 

Ho pensato di riciclare i cartoncini e le parole per proporre ai bambini di tre anni un gioco diverso che consiste nella ripetizione ad una ad una delle parole che la maestra legge. Casualmente molte di queste contengono delle difficoltà come zeta, gn, gl, esse, erre e simili. Per questo invitiamo i bambini a guardare bene la bocca dell'insegnante quando pronuncia la parola in questione. In questo modo è più semplice comprendere la differenza tra suoni simili e riprodurli correttamente.

I bambini possono così esercitarsi e migliorare il proprio linguaggio, nel frattempo noi maestre ci rendiamo conto di quali sono le lettere e le sillabe che rappresentano ancora delle difficoltà.

E' un'attività che si presta bene anche per calmarli dopo che si sono scatenati. 

Gli abbiamo detto che questo lavoro era dei bambini grandi dell'anno scorso e che quindi forse sarebbe stato troppo difficile per loro (ovviamente abbiamo taciuto le modifiche fatte all'attività). Tanto è bastato per solleticarne l'orgoglio e spingerli ad ascoltare in religioso silenzio ogni parola per ripeterla subito dopo.

Sta piacendo così tanto che nei prossimi giorni dovremo cambiare le parole proposte! Ecco perché il riciclo è riuscito solo a meta!

Si tratta di un giochino che si può fare anche a casa in quanto non ha la pretesa di essere un'attività di logopedia che invece ha bisogno della presenza di un esperto. 

Bisogna però avere l'accortezza di non correggere troppo il bambino e di proporre sempre una buona quantità di parole per lui semplici insieme ad alcune difficili. Questo stratagemma è molto importante per evitare che il bambino, sperimentando troppi insuccessi, ne esca menomato nell'autostima ed in seguito si rifiuti di partecipare ad una simile attività.



2 commenti:

  1. Caspita, allora non è solo la mia che si sente punta nell'orgoglio quando deve fare qualcosa "da piccoli" o "da grandi"! un saluto

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