venerdì 13 marzo 2015

Cipì


Come consuetudine, il venerdì vi lascio un consiglio di lettura. 

Questa volta si tratta del mio primo libro in assoluto cioè del primo libro che ho letto da sola dopo aver imparato a farlo.

Sto parlando di Cipì del grandissimo Mario Lodi, maestro e scrittore, scomparso poco più di un anno fa.
Come molti altri, anche questo libro lo leggemmo insieme alla maestra delle elementari. Ho ancora la mia copia che risale a più di trentanni fa (la copertina della foto è di quell'edizione, oggi ne trovete altre in commercio)

La storia è nata dall'osservazione diretta dalla finestra dell'aula, da parte del maestro Lodi e della sua classe, della vita di una famiglia di passeri.

Lungo il racconto conosciamo Cipì e la sua vita fatta di avventure, prove da affrontare e amicizie. Nel corso del libro il piccolo e indipendente Cipì diventerà coraggioso ma prudente perché la vita di un passero è piena di insidie e bisogna stare sempre all'erta e la prova più difficile sarà affrontare il duro inverno insieme alla sua compagna Passerì.

Tutte le vicende  sono raccontate dal punto di vista dei piccoli animali per cui il sole, per esempio, si chiama Palla di fuoco e ogni inverno si ammala per poi guarire a primavera.

Il linguaggio è estremamente poetico e adatto i bambini ma non semplicistico e anche per questo mi piace molto.




Con questo post partecipo a I venerdì del libro di Homemademamma.




6 commenti:

  1. E' stato anche il mio primo libro letto da sola e in lettura silenziosa. Avevo sei anni. E avevo quell'edizione! :-)

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  2. IDEM.
    Grazie per avermelo ricordato.
    Lo lessi in prima elementare ma non a scuola, bensì in ospedale. Giorni e giorni lì dentro e forse devo a questo se ho sempre amato leggere:lì era la mia unica consolazione, quella pila di libri sul comodino, in attesa che arrivasse l'ora delle visite.....Leggevo e leggevo, la mente vagava, il tempo passava..
    Emanuela

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  3. Anche per me questo libro è carico di ricordi, ricordo vagamente quando lo abbiamo letto con la maestra alle elementari ma sono sicurissima che lo abbiamo letto

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  4. Che bello sapere che in tanti l' abbiamo letto, non pensavo che all' epoca fosse così diffuso. Quando ero piccola pensavo sempre che ciò che ci proponeva la maestra fosse speciale e nessuno al mondo lo sapesse. Avevo una visione quasi magica della mia insegnante e non mi sfiorava minimamente l' idea che anche gli altri potessero vivere esperienze simili: una forma di egocentrismo non distruttiva.

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  5. Che bello sapere che in tanti l' abbiamo letto, non pensavo che all' epoca fosse così diffuso. Quando ero piccola pensavo sempre che ciò che ci proponeva la maestra fosse speciale e nessuno al mondo lo sapesse. Avevo una visione quasi magica della mia insegnante e non mi sfiorava minimamente l' idea che anche gli altri potessero vivere esperienze simili: una forma di egocentrismo non distruttiva.

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  6. ...è giunto il momento di proporlo alla mia principessine... ora che mi ci fai pensare!

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