martedì 31 marzo 2015

Forme geometriche: alcuni spunti

Con la nostra sezione di tre anni stiamo affrontando le principali forme geometriche: quadrato, cerchio, triangolo e rettangolo.

Come di consueto, trattiamo un argomento da più punti di vista e alternando strategie didattiche differenti: manipolazione, osservazione, giochi motori, storie, filastrocche, pittura e disegno, schede operative, ...

Cerchiamo di variare il più possibile i materiali e le attività perchè ciò aiuta a mantenere alti interesse e concentrazione. Contemporaneamente però riproponiamo più volte giochi e attività: questo permette ai bambini di crearsi uno schema del concetto proposto ed assimilarlo. A questa età è utile ripetere alcune esperienze proprio per dar loro modo di fissare i concetti.

Di seguito vi posto alcuni dei materiali usati finora (in realtà una piccola parte).

stampa con contenitori a forma di cerchi di varie grandezze
cerchio con plastilina

pasta di mais colorato

collage con cerchi stile Kandinskij


collage a tema libero




stampa con costruzioni

scheda operativa: coloro solo i cerchi

scheda operativa: colora come indicato

quadrato costruito con gli spaghetti


In conclusione, affronto brevemente il tema delle schede operative poiché tra chi le vede come la reincarnazione di Satana e chi vi attinge a piene mani, io mi colloco nel mezzo.
Ritengo, infatti, che la scheda strutturata (o semi-strutturata) sia una delle possibili attività all'interno di un percorso di apprendimento.
Per quanto riguarda la fascia d'età su cui lavoro, ha senso proporla nella fase finale di un'unità di apprendimento, dopo che c'è stato un adeguato spazio per la sperimentazione pratica e libera.
Mi sembra scorretto organizzare tutti i tre anni della scuola dell'infanzia solo sul criterio della libera espressione intanto perché rischia di diventare fine a se stessa e costringe la scuola a venire meno all'affascinante compito di aiutare il bambino a sviluppare tutte (e sottolineo tutte) le sue dimensioni. Inoltre, può rendere più difficile il passaggio alla scuola primaria.

Peraltro trovo che nel contesto attuale dove l'educazione si sta spostando sempre più verso un lasciar fare, possa essere utile per i bambini mettersi alla prova anche in attività in cui è necessario comprendere e seguire delle istruzioni (senza che questo danneggi irrimediabilmente la loro personalità come purtroppo ogni tanto sento dire).

Insomma, io sono di quelli che crede che la verità stia nel mezzo.

4 commenti:

  1. d'accordo con te: credo che i bimbi di quell'età siano perfettamente in grado di comprendere e seguire delle semplici istruzioni, poste nel giusto modo, giocando. Lo vedo con il mio nipotino di due anni ( e quasi 5 mesi), lo ricordo con i miei figli. Penso che a volte tendiamo a " sottovalutarli", i bimbi, o magari si ha paura di limitare la loro capacità espressiva e, quasi, la loro libertà
    io, intanto, prendo nota.....per giocare con il mio piccolo!
    Grazie mille Emanuela

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  2. Hai ragione, spesso nel tentativo di proteggerli li sottovalutiamo.

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  3. Forse hai ragione, la verità sta nel mezzo.. anch'io tendo a credere che sia meglio lasciarli fare, ma la mia bimba ha 2 anni e mezzo e non mi sono ancora posta il problema (diciamo) del prepararla alle elementari. Sono davvero impressionata positivamente, però, da quante cose sai proporre ai tuoi bimbi e con quali risultati! Non posso negare che mi piacerebbe che alla materna anche la mia seguisse un percorso che sia appunto tale, perchè comunque il lasciar fare mi sembra un po' un eccessivo lasciarli a se stessi, invece di potenzialità ne hanno mille! come vedi: mi hai convinto!! :D

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  4. Non è sempre facile trovare il giusto equilibrio tra le due cose: diciamo che facciamo un po' di prove e poi aggiustiamo il tiro. Il bello della scuola dell'infanzia (uno dei motivi per cui ho lasciato definitivamente la primaria) è che ci sono tempi e spazi per sperimentare percorsi diversi e cambiare se non sono funzionali. L'importante credo sia l'atmosfera e l'atteggiamento nei confronti dei bambini e del loro lavoro.

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