giovedì 30 aprile 2015

Facce buffe

Stiamo imparando le parti del viso ed in questa occasione ci siamo divertiti a creare dei volti molto divertenti.

Siamo partiti da un cerchio dipinto di rosa e poi ognuno ha inserito al posto giusto occhi, naso, bocca e capelli con l'aiuto di colla vinilica.


I materiali a disposizione erano cereali per la colazione, plastilina, bottoni e carta crespa. (Se lo fate a casa con pochi bambini vi consiglio di aumentare la varietà del materiale, a scuola con un gruppo numeroso bisogna limitare un pochino le scelte per questioni pratiche.)



Come vedete sono tutte diverse: alcuni hanno usato tutto quello che avevano a disposizione mentre altri hanno scelto prevalentemente un tipo di materiale.


Intanto sono molto soddisfatta perché tutti hanno collocato correttamente le parti del viso e infatti nell'attività successiva abbiamo aggiunto le orecchie!


domenica 19 aprile 2015

#cita-un-libro 10 (fuori concorso)

Siamo arrivati ormai alla fine della sfida di citazioni collegata a #ioleggoperché con un ultimo giro che ha come tema la lettura e ci coinvolgerà tutta la settimana (qui trovate le nuove regole).
In queste settimane ho partecipato con molto piacere (conquistandomi anche due podi!), ho scoperto tanti libri e autori nuovi e condiviso pareri ed esperienze con altri amanti dei libri come me.
La mia citazione di oggi viene da un libro famosissimo di Pennac, Come un romanzo, completamente dedicato alla lettura.


Alcuni anni fa, insegnavo in una seconda elementare di una scuola privata frequentata da famiglie molto colte. Avevo avviato un progetto di biblioteca di classe con tanto di schede su cui registrare il prestito e ogni bambino della classe faceva a turno il bibliotecario.

Sui libri letti non c'era nessun tipo di attività aggiuntiva: solo lettura oltre a preoccuparsi di tenere con cura il libro e riportarlo alla scadenza del prestito. L'attività era finalizzata a trasmettere la passione per la lettura vista come uno dei prerequisiti alla passione per lo studio e quindi al futuro successo scolastico. L'iniziativa era stata spiegata ai genitori durante una delle numerose assemblee di classe e nessuno aveva sollevato obiezioni.

Peccato che qualche mamma molto volenterosa avesse pensato di obbligare il proprio figlio a compilare una scheda di lettura con tanto di riassunto del libro scelto e, nel giro di poco tempo, diverse altre mamme, altrettanto volenterose, ne abbiano seguito l'esempio.

Risultato: la maggior parte dei bambini sceglieva libri cortissimi, faceva finta di dimenticarli, tentava di riprendere lo stesso libro più volte.

Quando ho scoperto la cosa e ne ho parlato con i genitori, indovinate un po' di chi era la colpa? Ovviamente mia e del mio metodo di lavoro!

Evidentemente ignoravano che "il verbo leggere non sopporta l'imperativo".

venerdì 17 aprile 2015

Ancora niente?


Questo delizioso libretto racconta la storia di un semino piantato dal signor Luigi che lo innaffia con cura ma poi si stanca di aspettare. Chi invece ha tanta pazienza è un uccellino però non vi svelo il finale.

La storia è molto semplice e breve ma le illustrazioni sono davvero particolari perchè sono realizzate con diversi materiali, principalmente di recupero e possono offrire spunti interessanti per creare un quadro con lo stesso stile. 

L'autore è Christian Voltz, (qui trovate una sua intervista) un artista francese che utilizza come materiale di lavoro fil di ferro, tappi di bottiglia, carote, sassi, piume, insomma quelle che noi chiameremmo cianfrusaglie. Tutto rigorosamente già usato.

Qua sotto ecco l'artista al lavoro:


Potete provare anche voi a casa, magari partendo da un volto umano che è una delle cose più semplici.

Buona lettura e buon lavoro!

domenica 12 aprile 2015

#cita-un-libro-9

Sono pronta per la nona sfida di citazioni legata a #ioleggoperchè 

Tema scelto dal nuovo giudice è il senso di colpa e questo è il mio contributo.








Si tratta di un brano tratto da un testo abbastanza famoso sulla comunicazione non violenta. Il suo autore, Rosenberg, è psicologo clinico e allievo di Carl Rogers ed ha scritto questo manuale per introdurre chiunque alla pratica di una comunicazione autentica ed empatica verso se stessi e verso gli altri.

Secondo il dottor Rosemberg alcune forme di linguaggio e di comunicazione contribuiscono a creare relazioni aggressive. Tra queste ci sono i giudizi moralistici, il fare paragoni, negare le proprie responsabilità, comunicare i propri bisogni in forma di pretese,...

In questa specifica citazione ci spiega come mescolare l'osservazione con l'interpretazione rischia di far sì che le nostre parole siano automaticamente percepite come una critica per cui il nostro interlocutore è indotto a sentirsi in colpa e quindi a difendersi.

Questo riassumendo molto il concetto ma se vi interessa vi consiglio di leggere e rileggere il libro e vi accorgerete di quanti errori comunicativi compiamo.

venerdì 10 aprile 2015

Il canto del piccolo grillo

Ecco un bellisssimo libro di un grande autore e illustratore per bambini, lo statunitense Eric Carle.





Probabilmente il suo libro più famoso è Il piccolo bruco Maisazio ma oggi vi racconto Il canto del piccolo grillo.


Il piccolo grillo Piero incontra durante la giornata diversi insetti dalla mantide allo sputacchino. Tutti lo salutano o gli chiedono qualcosa. Lui vorrebbe rispondere e prova a sfregare le sue ali ma non esce nessun suono.
Fino a che, la sera, incontra Piera,un grillo femmina e finalmente...






Il bello di questa storia, oltre alle illustrazioni, sta nella ripetizione dello schema dell'incontro tra il grillo ed un altro animale che viene spiegato sempre con le stesse parole, quasi una filastrocca da imparare a memoria.
Inoltre, permette ai bambini di conoscere diversi insetti, inutile dire che quello che piace di più è lo sputacchino con le sue bolle bianche. 

E se volete sapere com'è il canto del grillo, eccolo:

giovedì 9 aprile 2015

Linea retta e linea curva: primi passi nella geometria

Ecco una semplice attività motoria per sperimentare due linee base: curva e retta (che per ora chiamiamo dritta).

Ho costruito due stradine con la corda colorata fissata a terra con il nastro adesivo. Ogni bambino ha provato a camminarci sopra poi ne abbiamo parlato scoprendo che la strada curva è più difficile da percorrere e bisogna andare più lentamente.

Poi i bambini hanno provato a disegnarla su un foglio senza nessuna ulteriore indicazione da parte mia.

Ecco alcune rappresentazioni (non dimenticate che hanno tre anni):






La stessa attività si può riproporre facilmente anche a casa oppure in cortile disegnando la riga con il gesso.

Accennavo all'inizio che ho usato il termine dritta invece del più corretto retta per avvicinarmi maggiormente al linguaggio medio del gruppo con cui lavoro. A scuola troviamo livelli di sviluppo molto diversi a parità di età anagrafica e bisogna cercare qualche compromesso per non escludere nessuno.
A casa potete scegliere diversamente.

lunedì 6 aprile 2015

Ancora Pasqua, non solo per i bimbi


Dal punto di vista religioso, la Pasqua dura fino alla festa di Pentecoste, per cui siamo ancora in tempo per gustarci la poesia di questo  cartone animato.


domenica 5 aprile 2015

#cita-un-libro-8

Domenica di Pasqua e ottava puntata della sfida di citazioni ispirata da #ioleggoperchè

Il nuovo giudice ci mette alla prova con un tema difficile ed abbastanza ampio da rendere la scelta impegnativa: l'infinito.

La mia citazione pesca da un vero e proprio gigante: Galileo.




Mentre scrivo ho ancora davanti agli occhi le tristi immagini del Kenya, alcune immagini, perchè devo dirvi che non ho avuto il coraggio di seguire completamente la vicenda.
Il fatto è che mi disgusta qualsiasi tipo di integralismo e intolleranza religiosa, figuriamoci chi compie crimini in nome di Dio!

Devo tristemente constatare che dalla vicenda storica di Galileo non abbiamo imparato nulla!

venerdì 3 aprile 2015

Lella, la farfalla

Questo venerdì partecipo alla rubrica di consigli di homemademamma con un libro coloratissimo:

Lella la farfalla, storie d'aria.




Protagoniste del libro sono Lella, una farfalla dalle ali molto colorate e la sua amica Olivia, una libellula dalle ali trasparenti. 
Insieme fanno tantissime cose divertenti: prendono il sole, volano sui fiori, giocano con i soffioni... ma un giorno Olivia si ammala e non può uscire, allora la sua amica le fa un regalo molto molto speciale.






La storia è adatta ai bambini piccoli ma le divertenti illustrazioni piaceranno anche ai più grandi, inoltre è scritto in uno stampato maiuscolo molto grande per cui è utile per i bambini che stanno imparando a leggere da soli.




E' una storia semplice e carina per godersi insieme questo inizio primavera. 
Nella mia classe l'adorano e adesso tutti i giorni sono costretta a leggergliela quindi attenti: potrebbe generare dipendenza anche nei vostri bambini!

giovedì 2 aprile 2015

Sperimentiamo il metodo analogico



Da qualche tempo sto studiando il metodo analogico per l'apprendimento della matematica elaborato da Camillo Bortolato.
E' chiamato anche il metodo del cuore perché il suo scopo è avvicinarsi il più possibile al modo naturale di apprendere dei bambini. Non si tratta quindi di aggiungere qualcosa di nuovo, semmai di togliere ciò che rischia di generare confusione. 


A cominciare dal peso della concettualità. I bambini infatti pensano alla quantità non ai concetti né tanto meno ai numeri scritti. Per fare dei calcoli mentali non è necessario padroneggiare i concetti di numero, cambio, decine ed unità o insieme. Questo spiega perché molti bambini effettuano calcoli mentali prima di arrivare alla scuola primaria


Si chiama analogico proprio perché non si basa sulla logica ma su una sorta di visione a colpo d'occhio. Nella mente dei bambini che effettuano calcoli ci sono delle palline (dots in inglese) disposte secondo l'ordine delle dita delle mani. Non ci sono le unità, le decine e il cambio tanto meno i numeri scritti, i regoli o l'abaco.

Guardate ad esempio queste quantità:



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La nostra mente le riconosce a colpo d'occhio, senza contare perché ci sembra naturale che tra il cinque e il sei ci sia uno spazio ma non è una cosa logica così come non c'è una logica nel fatto che le dita della mano siano cinque. Semplicemente è così.



Sulla scia di queste considerazioni ho sperimentato un'attività specifica per la scuola dell'infanzia che ha mostrato lo stesso Bortolato in un video.

Ho riprodotto la sequenza di dots da 1 a 5 con i cerchi da ginnastica. Ogni bambino salta nei cerchi mentre tutti contiamo ad alta voce, poi chiamo un bambino alla volta e gli dico in quale cerchio saltare ("Salta nel 4").

Per ora sto ancora sperimentando e non mi sento di tirare conclusioni però i risultati mi sembrano soddisfacenti.



Cucinare con i bambini

Mia figlia è reduce da una forte otite per cui ha dovuto rimanere a casa da scuola alcuni giorni. Una volta passato il peggio, ci siamo dedicate ad un po' di attività divertenti tra cui cucinare.

Vermeer, La lattaia


Credo non si sottolinei mai abbastanza quanto sia importante per i bambini questo tipo di esperienza per tanti diversi motivi.
  1. Conoscono gli alimenti prima che vengano trasformati e cucinati. Cosa tutt'altro che da sottovalutare perché alcuni di questi possono essere molto diversi. A seconda della ricetta che state preparando ci sono molti fenomeni che possono imparare. Ad esempio, molte verdure cuocendo perdono acqua e cambiano dimensione e aspetto. Non serve un fisico per spiegare che il calore fa evaporare l'acqua sotto forma di vapore. Se proprio qualcosa non la sapete o non la ricordate, computer alla mano, ripassate o cercate insieme le spiegazioni.
  2. Con tutte le operazioni di pesatura e conteggio lavorate su importanti concetti matematici dal numero di uova, alla quantità di farina, dai gradi del forno ai minuti di cottura. Non c'è niente di meglio che mostrare in pratica a cosa servono nella vita quotidiana certe nozioni che impariamo a scuola.
  3. Tagliando, impastando, mescolando e via dicendo sviluppiamo la motricità fine e la coordinazione.
  4. Se poi vogliamo possiamo sfruttare l'occasione per imparare cose nuove, per esempio da dove derivano certi cibi oppure sperimentando ricette di altre culture. 
  5. Infine, ma questo vale per tante altre attività, può essere un'esperienza emotivamente molto piacevole per voi e per i vostri figli.
Noi ci siamo cimentate in una ricetta di riciclo della colomba pasquale che ho trovato sul sito babygreen che ha il pregio di insegnare a riciclare il cibo. Prendendo spunto dal pudding tradizionale abbiamo arricchito l'esperienza con un po' di inglese imparando il nome degli ingredienti.
Non mi resta che augurarvi buon lavoro e buon appetito!