giovedì 2 aprile 2015

Sperimentiamo il metodo analogico



Da qualche tempo sto studiando il metodo analogico per l'apprendimento della matematica elaborato da Camillo Bortolato.
E' chiamato anche il metodo del cuore perché il suo scopo è avvicinarsi il più possibile al modo naturale di apprendere dei bambini. Non si tratta quindi di aggiungere qualcosa di nuovo, semmai di togliere ciò che rischia di generare confusione. 


A cominciare dal peso della concettualità. I bambini infatti pensano alla quantità non ai concetti né tanto meno ai numeri scritti. Per fare dei calcoli mentali non è necessario padroneggiare i concetti di numero, cambio, decine ed unità o insieme. Questo spiega perché molti bambini effettuano calcoli mentali prima di arrivare alla scuola primaria


Si chiama analogico proprio perché non si basa sulla logica ma su una sorta di visione a colpo d'occhio. Nella mente dei bambini che effettuano calcoli ci sono delle palline (dots in inglese) disposte secondo l'ordine delle dita delle mani. Non ci sono le unità, le decine e il cambio tanto meno i numeri scritti, i regoli o l'abaco.

Guardate ad esempio queste quantità:



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La nostra mente le riconosce a colpo d'occhio, senza contare perché ci sembra naturale che tra il cinque e il sei ci sia uno spazio ma non è una cosa logica così come non c'è una logica nel fatto che le dita della mano siano cinque. Semplicemente è così.



Sulla scia di queste considerazioni ho sperimentato un'attività specifica per la scuola dell'infanzia che ha mostrato lo stesso Bortolato in un video.

Ho riprodotto la sequenza di dots da 1 a 5 con i cerchi da ginnastica. Ogni bambino salta nei cerchi mentre tutti contiamo ad alta voce, poi chiamo un bambino alla volta e gli dico in quale cerchio saltare ("Salta nel 4").

Per ora sto ancora sperimentando e non mi sento di tirare conclusioni però i risultati mi sembrano soddisfacenti.



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