venerdì 22 maggio 2015

La bambina icaro



Ho faticato un po' ad ingranare nella lettura di questo libro perché non riuscivo a trovare un momento giusto per concentrarmi. Sono molto contenta, però, di non averlo abbandonato perché ad un certo punto mi ha davvero coinvolto.

Intanto vi dirò che la sua autrice l'ha scritto quando aveva solo diciassette anni e già questo lo rende degno di essere letto. Helen Oyeyemi, nigeriana trapiantata a Londra, l'ha creato infatti durante il liceo, all'insaputa dei genitori.

La protagonista è Jessamy, una bambina di otto anni con una mamma nigeriana e un papà inglese. Con il suo carattere sensibile e solitario è alle prese con la costruzione di un'identità sospesa a metà tra due culture: quella Yoruba e quella occidentale.

Durante un viaggio in Nigeria, conosce una ragazzina della sua età, la selvaggia Titiola. L'amicizia scoppia istantanea e sarà grande gioia quando Jessamy la ritroverà anche a Londra. Ma qui le cose cambiano e Titiola si rivela una bambina molto strana che rischia di precitare la piccola Jessamy in un abisso spaventoso.

Non voglio svelarvi di più perchè uno dei pregi del libro sta proprio nel suo crescendo di imprevedibilità.

Pur affrontando un tema inquietante come quello dell'identità divisa e della sua ricomposizione tutt'altro che scontata, non è per niente una lettura pesante, anzi, ad un certo punto, non potrete fare a meno di sapere come procede la storia e se ci sarà o meno un lieto fine.

Naturalmente io lo so ma non ho nessuna intenzione di dirvelo.


1 commento:

  1. Mi sembra davvero un libro particolare (non lo conoscevo).... già particolare è la copertina, a dire il vero!

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