sabato 5 settembre 2015

Un filo di sconforto





Ero così contenta di ricominciare la scuola ma devo dire che sono bastati quattro giorni a dirottarmi verso un umore alquanto nuvoloso.

Tra tutti i pensieri che mi frullano in testa, mi faccio una domanda:

Ma come è possibile che nel nostro Paese, patria della Montessori (tra gli altri), l'educazione per la prima infanzia ancora non abbia diritto di cittadinanza?

La risposta non ce l'ho ma accetto suggerimenti.


2 commenti:

  1. Cioè, cosa intendi? In che senso non ha diritto di cittadinanza?
    La risposta mi interessa poichè ho preso a suo tempo il diploma di Assistente di Comunità Infantile e pur non avendo mai praticato ho comunque questa qualifica.
    Un bacio
    Francesca

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    Risposte
    1. Ciao Francesca,
      osservavo come si dia pochissima importanza allo sviluppo dei bambini fino ai sei anni come se per quella fascia d'età sia sufficiente accudire e far giocare (intendendo il gioco nel suo significato più limitato di riempitempo). Sembra che tutto cominci con la scuola primaria e prima ci sia il vuoto. Invece questi primi anni sono la base degli sviluppi successivi. Nido e scuola dell'infanzia hanno modalità di lavoro e di verifica diverse dai gradi successivi della scuola ma diverso non vuol dire meno importante.

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