venerdì 27 novembre 2015

Elizabeth è scomparsa




Oggi vi scrivo di un libro che mi ha veramente entusiasmata per tantissimi motivi diversi.

Intanto rappresenta l'esordio della ventottenne londinese, Emma Healey, ed è stato al centro di una vera e propria contesa tra gli editori di mezzo mondo per conquistarne i diritti.

Veniamo alla trama.

La protagonista principale e voce narrante è Maud, un'anziana signora che soffre di demenza senile. E qui devo segnalarvi un altro dei motivi per cui questo libro mi è piaciuto tantissimo. Nel corso delle pagine l'autrice dà voce ai pensieri molto confusi della sua autrice in un modo che però non confonde il lettore. Se state pensando al famoso flusso di coscienza di Joyce, lasciate perdere perché non c'entra niente. L'unica a non capirci niente è solo la povera Maud, non certo chi legge.

Chiodo fisso dell'anziana signora è scoprire che fine ha fatto la sua amica, l'Elizabeth del titolo e nel corso della storia scopriamo pian piano della loro amicizia ma anche della vita precedente di Maud, profondamente segnata da un'altra scomparsa, quella della sorella.

L'uso del flash-back rappresenta un altro elemento particolare del libro perché è sapientemente collegato alla storia principale proprio grazie ai pensieri sconclusionati della donna aiutando il lettore a scoprire, passo dopo passo, tutto quello che c'è da sapere. Di solito non amo troppo l'uso di questa tecnica letteraria ma qui non crea confusione e non appesantisce la storia, anzi semmai fa proprio da contraltare al caos mentale di Maud.

Molto interessante è anche il confronto tra quello che Maud crede di fare e quello che in realtà fa, così come viene vissuto dalle persone che le stanno attorno e sono ovviamente esasperate e preoccupate dalla sua difficoltà.

Nella storia ci sono infatti figli, nipoti, assistenti domiciliari, abitanti del quartiere e semplici sconosciuti. Tutti chiamati a confrontarsi con la particolarità di questa bizzarra signora che compra continuamente barattoli di pesche convinta di non averne più, sistema i libri nel camino scambiato per libreria, telefona al medico senza saper poi dire per quale sintomo e dissemina ovunque biglietti colorati su cui annota ciò che dovrebbe ricordare. Inutilmente direi perché sembra che servano solo a confonderla di più.

E' un libro che mi ha catturata sin dalle prime pagine e che non sono riuscita a lasciare fino alla fine, anche se dubito mi dimenticherò mai di questa esasperante vecchietta.

4 commenti:

  1. bisogna essere dell'umore giusto però... io sono combattuta, perché da un lato mi attrae dall'altro mi intristisce se penso ad alcune persone care e non vorrei intristirmi... più di quanto non mi intristisca il loro ricordo, non so se mi spiego... comunque grazie, perché credo che in fondo ne valga la pena...

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    1. Il mio consiglio è di leggerlo in un momento in cui ti senti serena perché affronta temi impegnativi come la malattia dell'anziana protagonista ma anche la scomparsa della sorella però lo fa con una scrittura "serena" che non mi ha incupito od oppresso. Sicuramente aiuta a capire cosa passa per la mente delle persone a noi care che si ammalano in questo modo e che a volte ci esasperano proprio perché sono vittime di un pensiero totalmente illogico dal nostro punto di vista.
      Se ti lanci in questa avventura, fammi sapere.

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  2. un libro forte, dato l'argomento, ma mi pare molto interessante. Me lo segno!

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    1. Forte ma a tratti divertente. Fammi sapere cosa ne pensi quando lo leggi.

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