giovedì 31 dicembre 2015

Un buon 2016 pieno di libri da leggere!

Mancano poche ore alla fine del 2015 e all'inizio del nuovo anno.
Non sono un'amante di questo tipo di festeggiamenti, soprattutto non mi piace fare le ore piccole però adoro da sempre pensare ai buoni propositi per l'anno nuovo.

Per quest'anno ne ho decisi due, tra gli altri, che voglio condividere con voi.
Intanto quello di tenere un diario/planner giornaliero in cui scrivere le cose da fare, qualche pensiero, date da ricordare. Un diario da decorare, scrivere in bella calligrafia e tenere con cura per mettere ordine nelle cose e nei pensieri. Mi sono anche iscritta ad un gruppo facebook in lingua inglese sull'argomento così tengo alta la motivazione.

Altro proposito è quello di leggere tantissimo come sempre ma anche in inglese per migliorare la lingua. Quello di potenziare il mio inglese è un progetto che ho da molto tempo. All'inizio pensavo di fare un corso per raggiungere la certificazione poi però ho cambiato idea. Innanzitutto perché non voglio prendermi un impegno fisso e non me la sento di sostenere un esame. Voglio studiare sì ma con tranquillità e leggerezza. Così mi è venuta l'idea di sfruttare il mio amore per il libri. 

Mi sono fatta una lista tra quelli che sono disponibili in biblioteca. Alcuni sono per bambini da leggere con mia figlia, altri sono per ragazzi dell'età delle medie e poi qualche libro per adulti cbhe sarà sicuramente una lettura più difficile.

Per ora ho scelto questi ma accetto suggerimenti:




 



 




 




E voi, fate un elenco di buoni propositi per il nuovo anno?

venerdì 11 dicembre 2015

Double trouble

 

Quella che vi mostro è un'anteprima: uno dei libri che mia figlia troverà sotto l'albero.

Double Trouble di Anna Milbourne fa parte della collana Very first reading book della Usborne, una serie pensata per i bambini di lingua inglese che imparano a leggere. Ogni libro presenta una serie di lettere o sillabe con cui il bambino può prendere confidenza. Vanno quindi bene come primo approcio all'inglese scritto anche perché le storie fanno grande uso di rime e hanno delle illustrazioni molto colorate. 

Nella serie sono presenti più di trenta titoli, ognuno si concentra su gruppi diversi di lettere e sillabe.

I protagonisti di Double Trouble sono due gemelli elefanti che nessuno riesce a distinguere e ci sono perciò continui equivoci, fino a quando i due avranno l'idea di dipingersi di colori diversi risolvendo così il problema ma non hanno fatto i conti con la scimmietta Pip che, senza volerlo, rovinerà tutto.

Alla fine del libro ci sono dei giochini di comprensione del testo e alcune note per l'adulto mentre collegandosi al sito web si possono scaricare idee e suggerimenti per i genitori.

Sono molto curiosa di sperimentarli su mia figlia, vi farò sapere...

lunedì 7 dicembre 2015

Plumcake di sant'Ambrogio e vere tradizioni

 
Basilica di Sant'Ambrogio a Milano
A Milano e nella sua provincia oggi è la festa del patrono  cioè sant'Ambrogio, una delle personalità più importanti nella storia della Chiesa cattolica, annoverato anche tra i quattro massimi dottori della chiesa. 

Una delle particolarità di questo santo è che fu eletto vescovo quando ancora non aveva ricevuto il Battesimo, era infatti nel pieno del suo cammino di catecumenato, (al tempo il Battesimo non veniva somministrato ai bambini). All'epoca ricopriva la carica di governatore di Milano in un momento molto critico della sua storia: la città era sconvolta dalle lotte tra cattolici e ariani proprio per l'elezione del nuovo vescovo. Intervenuto per placare gli animi, conquista tutti e viene acclamato vescovo a furor di popolo. Il 7 dicembre, otto giorni dopo aver ricevuto il Battesimo, diventa vescovo della città.

Enorme è l'eredità che questo santo ci ha lasciato, oltre al rito liturgico ambrosiano che prevede tra le altre cose una diversa struttura della Messa, a lui si deve l'introduzione delle preghiere cantate così come molti elementi presenti nel culto delle chiese orientali e alcuni gli attribuiscono anche il Te deum.




Fu anche grande studioso e profondo teologo, di lui ci rimangono infatti moltissimi scritti. La sua attività pastorale era strettamente legata ai temi della giustizia sociale e dell'attenzione ai più poveri oltre che ad un continuo richiamo all'etica e alla morale nella vita pubblica e politica. Grande ascoltatore, sembra che chiunque potesse avvicinarlo e parlargli con la sicurezza che avrebbe trovato tempo per tutti. 

W. Sauber: qui il santo è rappresentato con il miele a simboleggiare la dolcezza delle sue omelie


Da sempre amato dal suo popolo, tradizionalmente i milanesi dedicano il giorno della sua festa alla preparazione del presepe e dell'albero nelle proprie case. E così abbiamo fatto anche noi.






















Quello che manca a questa ricorrenza è un piatto tipico per cui mi sono inventata un plumcake perfetto per la nostra famiglia e a lui lo dedichiamo, un dolce semplice negli ingredienti e nella preparazione.


 Ecco gli ingredienti:

1 bicchiere di yogurt bianco
1 uovo
1 bicchiere di zucchero
2 bicchieri di farina
2 carote medie grattuggiate
1/2 bicchiere di olio extravergine
una manciata di arachidi tostate tritate
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Basta mescolare tutti gli ingredienti, aggiungendoli uno alla volta nell'ordine indicato, versare in uno stampo da plumcake e cuocere per circa 30 minuti in forno caldo a 180°.



Buon Sant' Ambrogio!

venerdì 4 dicembre 2015

Il domatore di foglie




Per traghettarci verso l'inverno, vi propongo un vero capolavoro: Il domatore di foglie, un libro per bambini di Pina Irace e Maria Moya per dare un'ultima occhiata alla stagione autunnale e ai suoi meravigliosi colori.

La storia comincia all'inizio dell'autunno, proprio quando gli alberi sono carichi di foglie gialle, rosse e arancioni; talmente carichi che non ce la fanno proprio più e aspettano con ansia l'arrivo del domatore di foglie. Le foglie infatti non possono cadere tutte insieme: ricoprirebbero tutto il mondo e farebbero un rumore spaventoso. Il domatore invece le guida poche per volta in dolci volteggi.





Quest'anno però succede qualcosa di strano: il domatore non si presenta e, dopo diversi tentennamenti, una piccola foglia rossa si fa coraggio e si stacca dal ramo, da sola. Piano piano la seguiranno anche le altre e scopriranno di saper volteggiare anche da sole.

Ma il domatore che fine ha fatto?

Ha sentito dire che non ci sono più le mezze stagioni e si è trovato un altro lavoro.




La storia è molto divertente, i disegni sono meravigliosi e se da voi ancora non è arrivata la neve, dategli una sbirciatina prima di tuffarvi a capofitto nei libri di Natale.

giovedì 3 dicembre 2015

Festa di Natale: sì, no, non lo so

 
Blue night-P. Klee

Si avvicina a grandi passi il Natale e in molte scuole fervono i preparativi per la festa e per realizzare biglietti d'auguri e piccoli pensieri per mamma e papà. 

Lungi dall'essere qualcosa di sereno e tranquillo, periodo di pace ed armonia,il Natale a scuola può invece trasformarsi in campo di battaglia di molteplici scontri ideologici, pedagogici, pisicologici e aggiungeteci quello che volete.

Salto volutamente la questione del significato religioso o laico della festa perché ci vorrebbe un post a parte e la stretta attualità ce lo sta già proponendo.

C'è chi dice che lo spettacolo di Natale stressa i bambini inutilmente e quindi non si fa, chi lo considera una semplice festa per scambiarsi gli auguri, chi si trasforma nella reincarnazione di tutti i coreografi del mondo e imbastisce LO SPETTACOLO DEL SECOLO. 

C'è il genitore che si commuove ed applaude contento qualsiasi cosa gli si proponga, quello che scatta foto a ripetizione, quello che sbuffa perché proprio non gli va giù di perdere tempo così, quello che se c'è la recita voleva il coro e se c'è il coro voleva la recita e quello che si lamenta e spiega a tutti che lui l'avrebbe organizzato meglio, quello che scuote la testa perché secondo lui il proprio figlio non è stato valorizzato a dovere perché a casa balla, canta e recita in almeno tre lingue diverse tutti i giorni da quando è nato ma cosa vuoi le maestre non lo sanno mica stimolare come la mamma...

E non dimentichiamoci del regalo per mamma e papà: tutti uguali, tutti diversi, con materiale di recupero o acquistando qualcosa, fatto dai bambini, fatto dalle maestre, impachettato o da portare a casa così com'è, con biglietto d'auguri, senza biglietto d'auguri, solo biglietto d'auguri senza regalo, da portare a casa l'ultimo giorno, da consegnare dopo la festa, con poesia, senza poesia oppure niente regalo, niente biglietto, niente poesia.

Per stavolta mi fermo qui e se, a questo punto, sentite una leggera punta d'ansia, avete una vaga e parziale idea di come mi sento io quando arriva il Natale a scuola.

Io adoro il Natale, l'atmosfera, le canzoni, le decorazioni, l'albero e il presepe, la ghirlanda sulla porta, la carta per fare i pacchetti. Ma soprattutto adoro il significato del Natale che, anche volendo allargare la prospettiva oltre il fatto religioso, è comunque un messaggio di pace e armonia, ci spinge ad essere felici e a rendere felici, a guardare l'essenziale e a condividere con gli altri, lo spirito del Natale appunto.

L'ansia da prestazione, il concetto di performance, la competizione non fanno parte del Natale e a noi educatori spetta il compito di trasmettere questo valore ai nostri bambini.

Per questo spettacolo, regalo, biglietto e poesia sono strumenti da vedere in quest'ottica. A me non interessa che i bambini sappiano a memoria una poesia di otto strofe o cantino alla perfezione o non sbaglino un passo di danza. A me interessa che imparino ad essere gentili, ad aiutarsi, a condividere i giochi, a considerarsi uguali oltre le differenze. E sopra ogni cosa mi interessa che ogni bambino si senta il più possibile a proprio agio nel contesto della festa. E pazienza se questo vuol dire che canterà le canzoni in braccio alla mamma.

Va bene spingere i bambini a fare le cose seriamente e a dare del loro meglio come sempre ma trasformare la preparazione di una festa in una tortura proprio no (soprattutto quando si parla di bambini piccoli). Questo purtroppo vuol dire non soddisfare tutte le famiglie, vuol dire accettare che qualcuno pensi e dica che non sono abbastanza brava o che non mi sono sforzata abbastanza. Pazienza!

E come si canta nella traduzione italiana di White Christmas: è Natale, non soffrire più! 
E allora buona festa di Natale a tutti i bambini!