venerdì 30 dicembre 2016

Bianca come il latte, rossa come il sangue

Lo so, non è un libro recente e magari molti di voi l'avranno già letto. Io non l'avevo ancora fatto perché ero un po' diffidente. Non amo molto i libri che hanno come protagonisti gli adolescenti e il loro mondo, non mi è piaciuto neanche Il giovane Salinger che per molti è un capolavoro! Infatti non era in programma però qualche giorno fa, mentre ero in biblioteca a fare scorta per le vacanze di Natale, l'ho visto e l'ho infilato tra gli altri.





Il protagonista e voce narrante della storia è Leo, un sedicenne che frequenta il Classico senza averlo scelto, che gioca a calcio e guida un motorino senza freni. Ha due amici del cuore, Niko e Silvia, e una grande cotta per Beatrice che vede tutti i giorni a scuola con i suoi meravigliosi capelli rossi.

Leo sogna di dichiararsi alla ragazza ma Beatrice ha la leucemia, un male che fa diventare bianco il suo sangue e la costringe ad un'inutile lotta fuori e dentro l'ospedale.

Leo dovrà allora guardare bene dentro se stesso e fare i conti con i suoi sogni, le sue paure, i suoi desideri e quelli di chi gli sta intorno: Niko, Silvia, i suoi genitori, il professore di storia e quello di religione ... Ognuno di loro a modo suo lo aiuterà a chiarirsi le idee e a tirar fuori il coraggio necessario per stare vicino a Beatrice e andare avanti anche dopo di lei.

Il libro mi è piaciuto molto, avevo visto il film in televisione per cui sapevo già come andava a finire e, nonostante questo, l'ho divorato in due giorni. Ho trovato tutto molto credibile e ben costruito, scritto con un linguaggio immediato ma non banale che ricostruisce bene il modo di pensare di un sedicenne.

Mi è piaciuto anche lo stile in cui sono disegnate le diverse figure di adulti: per Leo sono un mondo a parte che spesso non comprende e più volte lo esplicita ma lungo tutta la storia saranno proprio loro, in modi diversi, a fornirgli spunti per riflettere e capirsi sempre meglio. Mi è piaciuto leggere la storia di un ragazzo normale, non ribelle e in guerra contro tutti; anche se ci sono conflitti con i professori e con i genitori.

Davvero una bella scoperta che mi ha fatto venire voglia di leggere gli altri libri di questo autore.



domenica 27 novembre 2016

ECDL: buona la prima!

Quella di ieri è stata una giornata impegnativa ma che mi ha lasciato decisamente soddisfatta! 

Ho fatto il primo esame per l'ECDL che, per chi non lo sapesse, è la patente europea del computer. 

Si tratta di una certificazione che volevo fare da molto tempo ma poi una volta il corso era troppo lontano o in orari improbabili, un'altra volta ero incinta e non me la sentivo, poi avevo la bambina troppo piccola... Insomma rimaneva il classico sogno nel cassetto.

Fino a che spunta un corso proprio nella mia scuola, il sabato, con tanto di esame in sede e sconticino per gli insegnanti dell'Istituto. Potevo dire di no?

Così, insieme ad altre due colleghe, ho affrontato e superato il primo modulo; ora ne mancano altri sei per avere in mano la certificazione vera e propria ma sono soddisfatta e molto motivata. 

Adoro studiare ed imparare cose nuove!

lunedì 31 ottobre 2016

Finalmente Hokusai!

Approfittando del ponte dei Santi, io e mia figlia siamo state a vedere la mostra di Hokusai a Palazzo Reale a Milano. 

Di questo artista conoscevo solo la grande onda e una delle vedute del monte Fuji ed ero molto curiosa di vederle dal vivo e di scoprire altre cose.

Decisamente sono rimasta molto soddisfatta.

Intanto l'esposizione riguarda altri due colleghi di Hokusai ossia Hiroshige e Utamaro e poi si possono ammirare più di 200 opere divise in cinque sezioni: Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige; Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai; Rivali di “natura”: Hokusai e Hiroshige; Utamaro: bellezza e sensualità; I Manga: Hokusai insegna. 

Si comincia con silografie di ponti e cascate come La cascata di Amida (Hokusai) in cui la cascata è rappresentata secondo due diverse prospettive: quella dall'alto chiamata a volo d'uccello e quella frontale. Nelle diverse vedute ritroviamo elementi comuni come le casupole e le rocce.



Comincia poi la serie delle vedute del monte Fuji in cui ci ha colpito come il monte sia a volte piccolissimo e quasi difficile da trovare a prima vista. Fa invece la parte del protagonista in Giornata limpida col vento del sud conosciuto anche come Fuji rosso e in Temporale sotto la cima (Hokusai) e nella stampa per ventaglio Suruga (Hiroshige).





All'interno di questa sezione trovate la famossissima Grande onda che è stata sistemata al centro della stanza in posizione d'onore.



Arriva quindi la serie più famosa di Hiroshige cioè le Cinquantatrè stazioni del Tokaido. Il Tokaido era una delle vie principali del Giappone dell'epoca e la serie si ispira alle stazioni di sosta per i viaggiatori che la percorrevano e si trovano scene di vita quotidiana immerse nei differenti ambienti naturali. 

C'è poi una sezione dedicata alle illustrazioni di poesie legate alla natura: a me è piaciuto molto Gru sopra un pino innevato ma sicuramente ai bambini piacerà quella con le tartarughe.

Ecco poi le stanze dedicate alle donne di Utamaro, eleganti ed intense come La ragazza precoce.



Chiude la parte dedicata ai manga che è quella che ci ha interessate di meno.

La mostra sta riscuotendo grande successo quindi vi consiglio di prenotare online il biglietto oppure di armarvi di un po' di pazienza per fare la coda. Noi abbiamo fatto poco più di mezzora di fila ma nel corso della giornata i tempi d'attesa rischiano di allungarsi un pochino. 

Se volete farvi un'idea più precisa vi segnalo il sito della mostra da cui ho preso anche le foto del post.


giovedì 27 ottobre 2016

Halloween... mio malgrado

Non sono per niente amante della festa di Halloween che, peraltro, non conosco veramente. Non che la maggior parte della gente che qui da noi la festeggi ne sappia granché oltre al suo aspetto più commerciale.

In ogni caso cerco di fare quel che si dice "buon viso a cattivo gioco", almeno sul lavoro. Tutti i bambini della classe lo attendono con ansia e lo festeggiano a dovere per cui cerchiamo di sfruttarlo a fini didattici.

Quest'anno, tra le altre cose, abbiamo realizzato dei portacandela a forma di mummie.
Basta un vasetto di vetro da ricoprire con strisce di garza incollata con la colla vinilica,  si completa il tutto con due occhietti mobili e una candelina al suo interno e il gioco è fatto. Sembra che il lavoro sia piaciuto perché diversi bambini mi hanno raccontato che ne hanno realizzati altri a casa con i propri genitori.






Per completare l'attività ho creato una scheda operativa con il diagramma delle fasi di costruzione del lavoro che ogni bambino ha completato. 






 

domenica 2 ottobre 2016

"Dolce festa dei nonni"


Oggi si festeggia la festa dei nonni, ormai entrata di diritto tra le ricorrenze a cui si dedica la maggior parte delle scuole dell'infanzia.

Noi abbiamo scelto un pensierino semplice ma, secondo me, simpatico: dei nonni chupa chupa.

Su una base di cartoncino marrone, un po' cuore un po' scarpe, abbiamo incollato con la colla vinilica il chupa chupa stando attenti a mantenere il bastoncino dritto.

Poi abbiamo decorato le faccine sempre con cartoncino, questa volta rosa.
Ogni bambino ha realizzato il volto di nonni di fantasia (non dei propri nonni) scegliendo forme e colori per raffigurare gli elementi del viso, viso che è stato poi attaccato col nastro adesivo all'estremità opposta del bastoncino.

Alla fine ho impacchettato con sacchetti per dolci che ci sono stati regalati da una mamma.

Ed ecco il risultato finale:


 Di solito non utilizzo molto i dolci a scuola però questa volta ho fatto uno strappo alla regola perché mi sembravano davvero carini ed i bambini si sono divertiti parecchio. In più è un'attività semplice e ci ha permesso di realizzare due sacchettini a bambino.

Speriamo che abbiano gradito anche i nonni!

venerdì 29 luglio 2016

L'ora di pietra

Se siete lettori accaniti come me e non potete rinunciare neanche sotto l'ombrellone, vi segnalo un libro adatto ad essere portato in vacanza ma comunque di un certo livello.






L'ora di pietra di Margherita Oggero, ex professoressa di lettere, racconta (con una scrittura semplice ma non banale) la storia della tredicenne Imma costretta tra le quattro mura dell'appartamento di una zia, lontano da casa propria. 

L'inizio dice e non dice, in un continuo salto tra il presente della ragazza (e della zia) e il passato di Imma e della sua famiglia. Si intuisce che c'è un dramma dietro questa storia ma ci verrà svelato solo poco a poco mentre viene tratteggiato un contesto difficile e complesso in cui si muovono altri personaggi, altre storie tutte collegate tra loro.

Il libro si legge molto bene, nonostante la narrazione sia un po' complessa per i continui flash-back e i cambi di punti di vista che però, secondo me, anzichè confondere attirano sempre di più l'attenzione del lettore. 

Buona lettura!




 

mercoledì 27 luglio 2016

Independence day- 24 luglio 2016

Questa edizione dell'Independence day si è fatta un po' più impegnativa in quanto Francesca che lo organizza ha chiesto di fare riferimento ai principi dell'alimentazione naturale. Qui nel suo post trovate i dettagli.

Per me questo è un periodo di grandi sperimentazioni in cucina, insieme alla mia piccola che (con solo sei anni) ha già una grande passione per le ricette: così non abbiamo composto un menù completo ma ci siamo concentrate su due piatti principali.
Considerato il caldo e la mia predilezione per la semplicità, vi lasciamo alcune proposte non molto impegnative sperando di non esserci allontanate troppo dalle idee di Francesca.

Intanto abbiamo provato il pesto di carote per condire la pasta. Facilissimo da fare: basta tritare in un mixer carote, pinoli, acciughe, pecorino e olio extra vergine d'oliva. Al momento di usarlo per condire la pasta aggiungete un pochino di acqua di cottura oppure un po' di formaggio cremoso se volete renderlo più simile ad una salsa. Se preferite potete condirci un bel piatto di riso lessato e andrà benissimo lo stesso.


La seconda ricetta è una lasagna fredda di carasau e verdure. Il pane carasau è un tipico pane sardo che si presenta come una sfoglia croccante. Noi lo acquistiamo in uno spaccio vicino casa che vende prodotti di piccoli produttori da tutta Italia, quindi non è esattamente a chilometro zero!

Si bagna leggermente il pane con acqua e lo si pone in un contenitore rettangolare (io ho usato uno stampo da plumcake). Poi ho alternato strati di zucchine grigliate con pomodori freschi tagliati a rondelle, di nuovo il pane carasau ricoperto di crema di ricotta con olive ed erba cipollina. Andate avanti con gli strati fin che volete. Schiacciate un po' in modo che si compatti e mettete in frigorifero per qualche ora. Al momento di servire, basta capovolgere la lasagna su un piatto.



Naturalmente potete usare le verdure che volete e, se non vi piace, omettere lo strato con la ricotta o sostituirlo con altro. E' perfetto da fare in anticipo e rinfresca davvero!

Per il resto tantissima frutta fresca di stagione presa al mercato contadino e insalata di pomodori e cetrioli dall'orto di mio papà.

venerdì 6 maggio 2016

Una giornata no

Anche questa settimana vi propongo un libro un po' vintage, almeno per quanto riguarda le illustrazioni: Una giornata no di Charlotte Zolotow e Geneviève Godbout.


Tutto comincia in una grigia mattinata di pioggia quando il signor Rossi va al lavoro di cattivo umore dimenticandosi di salutare la moglie con un bacio, così lei si innervosisce e sgrida il figlio Giovanni che a sua volta si arrabbia con la sorella che tratta male la sua compagna che...

Nel giro di poche pagine una valanga di nervosismo e cattivo umore si abbatte sui protagonisti della storia ma..., vi anticipo già, c'è un lieto fine perchè qualcuno riuscirà a dare una svolta agli avvenimenti e di nuovo, uno dopo l'altro, tutti cambieranno umore.

Nel messaggio ricorda un po' il libro di Lucia Scudieri Rinoceronte di cui avevo parlato qui ma con una diversa veste grafica.

Buona lettura!

mercoledì 27 aprile 2016

Dove volano le mongolfiere?

Vi mostro un lavoro che abbiamo fatto questa settimana.

Partendo da alcuni bottoni i bambini hanno disegnato delle mongolfiere e poi hanno ritagliato ed incollato delle nuvole. Alla fine ognuno ha deciso dove volavano le sue mongolfiere e lo abbiamo scritto.

Con questo lavoro imparano ad organizzarsi nello spazio foglio, a confrontare la loro idea con la superficie a disposizione, si esercitano anche a ritagliare ed incollare.

Nelle foto ve ne mostro alcuni, molto diversi tra loro: da quello preciso e ben organizzato che rivela un certo livello di sviluppo rispetto a questa dimensione fino a quello che ci mostra un bambino ancora impegnato a dare ordine alle cose.

Sono lavori molto importanti proprio perché ci aiutano a capire il punto di sviluppo di ognuno in modo che possiamo anche orientare le esperienze successive da proporre.

Inutile specificare che vanno tutti bene perché non c'è un lavoro giusto e uno sbagliato.

Questa bambina ha raggiunto un buon equilibrio nel suo lavoro


Qui c'è ancora un po' diconfusione: i fili non sono ben attaccati al cestello, le nuvole hanno forme particolari, sono molte e vanno anche a coprire parzialmente il nome

Qui abbiamo un'unica grande nuvola: che sia una strategia per finire prima? Il foglio è usato capovolto come si vede dal nome al contrario.



Anche questo lavoro ci mostra un bambino che è ancora impegnato nel trovare un'integrazione spaziale: alcuni fili girano completamente attorno ai bottoni, non sempre sono attaccati al cestello, di nuovo nuvole con forme atipiche .











venerdì 22 aprile 2016

Il fiore giallo

Stamattina abbiamo festeggiato la giornata della terra leggendo questa storia molto carina e dalle illustrazioni un po' retrò:




Siamo in un castello con quattro alti torrioni in cui abitano un re, una regina e la loro piccola principessa. Nel giardino del castello però non comanda il re ma il giardiniere e tutti, ma proprio tutti, devono obbedirgli! Pensate che per camminare sull'erba bisogna togliersi le scarpe.

Il giardino ha una particolarità: vi crescono solo fiori rossi ma, un giorno, appare un fiore giallo di tarassaco che suscita l'interesse e lo stupore di tutti. L'inflessibile giardiniere però non perde tempo e lo falcia via.

Nonostante ciò dopo una settimana il fiore giallo è di nuovo lì, al centro del prato e stavolta il giardiniere provvederà con una zappa ad estirparne anche le radici. 

Insomma avete capito come continua la storia della lotta tra il tenero fiore e il tremendo giardiniere ma chi la vincerà?




venerdì 1 aprile 2016

Il mio colore

Oggi vi parlo di un autore che ho scoperto da poco ma che merita davvero sia per le storie che racconta sia per la forza delle illustrazioni.

Fuad Aziz è originario del Kurdistan iracheno anche se vive in Italia da molti anni (si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Firenze). Possiamo a ragione definirlo artista a tutto tondo perché si occupa di scultura, illustrazione, scrittura e intercultura per grandi e piccini.




Di lui vi consiglio Il mio colore che ci racconta di un gruppo di corvi scontenti del proprio colore. Si rivolgono così al Gufo in grado di aiutarli a cambiare. Così uno diventerà blu come il mare, un altro giallo come un campo di grano e poi c'è chi si colorerà di rosso come il tramonto ma c'è anche chi non ha bisogno di rinunciare a se stesso per realizzare il proprio sogno.

La storia è semplice ma contiene un messaggio molto profondo e le illustrazioni sono tutte giocate sul contrasto tra il nero e i colori primari.

Il racconto esiste anche nella versione per kamishibai che rende ancora più importante la dimensione grafica.

venerdì 25 marzo 2016

Aspetterò Pasqua!

Finalmente grazie a questo libro (e alla mia collega Lara che me l'ha suggerito) ho capito come si fa a calcolare la data della Pasqua!



Ero convinta fossero necessari dei calcoli difficilissimi ed invece è semplicissimo e ce lo spiegano gli autori di questo libro illustrato.

Matilde sta covando il suo uovo che proprio non vuole saperne di schiudersi perché il pulcino al suo interno vuole nascere solo il giorno di Pasqua. Peccato che nessuno di loro sappia come fare a calcolare quanto manca. 
Menomale che ci pensa la civetta a spiegarlo ed infatti non è difficile: bisogna aspettare il primo giorno di primavera, poi la prima luna piena e da lì la prima domenica sarà Pasqua e il momento di nascere per il piccolo pulcino.

E con questa storia vi auguro Buona Pasqua!

venerdì 18 marzo 2016

Un papà speciale




Domani sarà la festa del papà e pensando a tutti i libri che conosco sul tema, forse il mio preferito è un grande classico di Eric Carle: L'ippocampo un papà speciale.



Vi ho già proposto altri libri di questo meraviglioso artista che rappresenta una garanzia e anche in questo caso non credo resterete delusi.



Il protagonista della storia è appunto un ippocampo che si sta prendendo cura delle uova che la mamma ippocampo ha deposto nella sua sacca ventrale. Nuotando qua è là per il mare incontra altri papà impegnati nello stesso compito: c'è chi tiene le uova in bocca, chi sulla schiena e così via. Ogni pesce ha la sua modalità e attraverso questa storia i bambini possono avere un'idea della varietà di strategie che le specie viventi hanno sviluppato.



Una delle cose divertenti di questo libro è che alcune pagine sono in acetato e quindi si crea un gioco di trasparenze molto carino e che sicuramente piacerà ai bambini.

Spero piaccia anche a voi e buona festa del papà!

Questo post partecipa all'iniziativa I venerdì del libro


domenica 13 marzo 2016

A Milano la primavera arriva prima

Il titolo del post vi sembrerà un po' strano ma nasce da un'antichissima tradizione meneghina: il Tredesin de Marz. 




La leggenda racconta che Milano fu convertita al cattolicesimo da san Barnaba che giunto in città con san Paolo si fermò appena fuori dal centro abitato,  proprio il 13 marzo. In quella che oggi è  Porta Vigentina, allora era una zona molto periferica, si assistette allo strano fenomeno per cui dove passava il santo si scioglieva la neve e fiorivano i prati.



San Barnaba si costruì una rudimentale croce di legno e la fissò in una ruota celtica (con il foro nel mezzo) che probabilmente veniva usata dai druidi per alcuni riti e cominciò a predicare il Vangelo ad un gruppo di persone già riunite per celebrare un rito celtico.

Non voleva entrare a Milano per non dover fare sacrifici alle statue degli dei pagani poste agli ingressi della città. Si racconta anche che poco tempo dopo mentre era in processione le statue degli dei celti caddero e si ruppero. San Barnaba potè così entrare in citta senza dover rendere omaggio alle divinità pagane.

Prima di ripartire lasciò in regalo ai milanesi la sua croce infissa nella pietra, e quella pietra è ancora oggi conservata a metà della navata di Santa Maria in Paradiso in corso di porta Vigentina. Inizialmente si trovava in una cappella poi abbattuta e, oltre alla leggenda, è importante perché si tratta di uno degli oggetti più antichi della storia milanese.

I dati storici hanno poi smentito questi racconti in quanto non esiste nessun dato che attesti il passaggio di san Barnaba a Milano anche se i Milanesi continuano a festeggiarlo.

Il tredici marzo è il giorno dedicato alla Festa dei Fiori con diversi mercati all'aperto e una volta si tagliavano i capelli ai bambini in quella data perché crescessero forti.



venerdì 4 marzo 2016

Shh! Abbiamo un piano

La nostra biblioteca comunale ha acquistato da poco dei libri nuovi e noi ci siamo subito portate a casa Shh! Abbiamo un piano di Chris Haugton, un giovane illustratore irlandese già pluripremiato per la sue opere. 




Questo è ambientato in una foresta tutta blu dove quattro buffi cacciatori cercano di catturare un uccellino (di un altro colore) ma non ce la fanno proprio.


 

La storia, molto semplice, è basata sul ripetersi circolarmente della stessa dinamica, cosa che affascina molto i bambini che da una parte si divertono ad aspettare un nuovo fallimento ma contemporaneamente si chiedono se stavolta non sia quella buona.

Le stesse illustrazioni sono semplici e lineari, con pochi particolari ma di grande effetto anche grazie alla scelta dello sfondo blu e degli altri colori come si vede nell'immagine sotto, decisamente un'esperienza grafica inusuale e, secondo me, molto interessante.

venerdì 26 febbraio 2016

Rinoceronte








In questo periodo in classe stiamo lavorando molto sul litigio e uno dei libri che ci piace davvero tanto è Rinoceronte di Lucia Scuderi.


I suoi libri sarebbero da sfogliare anche solo per le magnifiche illustrazioni e proprio con questo libro ha vinto nel 2004 il premio "Andersen"come miglior albo illustrato.


Tutto comincia una mattina in cui Scimmia si sveglia male, non si sa perché, così quando inciampa contro Uccello gli urla dietro e gli dà un gran calcio. Il povero uccello atterra nella pozzanghera e se la prende con Rospo che se la prende con Coccodrillo che se la prende con Tartaruga fino a che si arriva a Rinoceronte. Lui è talmente contento per l'erba fresca di primavera che proprio non si può arrabbiare anzi dà il via alla catena inversa riportando l'allegria tra gli animali.

Rinoceronte è una storia bellissima sulla rabbia e il potere che ha di contagiare chi ci sta vicino ma anche su quanto è facile disinnescarla.

martedì 16 febbraio 2016

Kamishibai, mon amour

Finalmente, dopo averlo tanto sospirato: ho fatto un corso di kamishibai!
Avevo in mente da tempo di usarlo e di farmene costruire uno da mio marito, poi mi sono imbattutta in un corso organizzato da Artebambini vicino a casa e certo non potevo perdere l'occasione. 
Così domenica mattina, dotata di astuccio e tanta curiosità, ho realizzato un piccolo sogno.




Il kamishibai è una forma di teatro itinerante nata in Giappone negli anni Venti. In pratica è una valigetta di legno che aprendosi diventa un teatro. Il kamishibaia porta le sue storie in giro per le città e i paesi a bordo di una bicicletta. Quando si ferma in una piazza o in un parco raccoglie attorno a sè grandi e bambini a cui vende dolcetti e nel tempo in cui li si gusta racconta le sue storie.

Essendo una forma di narrazione breve e molto centrata sull'aspetto visivo. 

Al corso ci hanno spiegato la storia di questo strumento e ci hanno dato tutta una serie di informazioni per poterlo usare, soprattutto con i bambini. Poi ci siamo divisi in due gruppi e abbiamo costruito due storie da usare nel kamishibai, storie decisamente creative. 

E' stata un'esperienza meravigliosa e non vedo l'ora di usarlo in classe!

venerdì 12 febbraio 2016

Spiegare ai bambini il risparmio energetico e Darwin Day

Il 19 febbraio sarà dedicato alla sensibilizzazione sul risparmio energetico con la dodicesima edizione di M'illumino di meno ideata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar.

Io personalmente trovo che sia utile parlare con i bambini di queste iniziative, anche se naturalmente dovrebbero essere sostenute dall'esempio quotidiano e non rappresentare un'occasione eccezionale. Per un bambino, così come per le loro famiglie, è bello che a scuola ci si colleghi a quello che succede fuori e alle cose di cui sentono parlare in altri contesti.

L'edizione di quest'anno si focalizzerà sulla mobilità sostenibile e l'uso della bicicletta, noi a scuola proporremo invece delle attività incentrate sull'energia elettrica soprattutto quella che usiamo per l'illuminazione.
Userò questo libro:


E' un volume illustrato di poche pagine che ci spiega perché abbiamo bisogno di energia, da dove viene e come fare a non sprecarla. E' perfetto proprio per impostare un discorso sul tema e quindi è adatto per bambini non troppo grandi come quelli della scuola dell'infanzia.

Le illustrazioni sono coloratissime e molto accattivanti e mostrano l'interno delle nostre case e le vie delle nostre città.

E voi, parteciperete in qualche modo a questa iniziativa? A scuola non si può fare per motivi di sicurezza ma a casa proporrò a mia figlia di sostituire la luce elettrica con il lume di una candela, magari per una lettura misteriosa oppure una cena d'atmosfera.

Infine, siccome oggi è il Darwin Day, vi lascio con la segnalazione di un romanzo basato sulla storia di Mary Anning, la ragazza che portò alla luce il cranio del primo ittiosauro. Siccome il libro l'ho appena iniziato non posso farvi una recensione e vi rimando al post di Francesca che me l'ha segnalato. 

venerdì 5 febbraio 2016

I calzini spaiati


Quest'anno anche la nostra classe ha partecipato alla giornata dei calzini spaiati che si tiene ogni primo venerdì di febbraio.

Abbiamo chiesto a tutte le famiglie di mandare a scuola i bambini con due calzini diversi ed eccoci qui (un po' pochini a causa dell'influenza stagionale).


Come prima cosa abbiamo strutturato un percorso sensoriale, percorso per modo di dire perché non c'era una sequenza precisa da seguire ma ci si poteva muovere liberamente. In vari angoli della sezione erano posizionati materiali diversi come gomitoli di lana, pasta di diversi formati, polistirolo, bubble wrap (la plastica da imballaggio con le bolle), cestini in vimini, scatole di cartone, basi di lego e così via. I bambini ci camminavano sopra e sperimentavano le diverse sensazioni.




Abbiamo provato a far entrare una pallina in una scatola solo con l'uso dei piedi e abbiamo corso e saltato sul materassino della palestra.
Ognuno ha poi disegnato l'attività preferita sdraiato a terra anzichè seduto al tavolo con in sottofondo la bellissima canzone Il paradiso dei calzini di Capossela e dopo aver ascoltato questa stupenda filastrocca.


E per chiudere in bellezza, ci siamo gustati la lettura di Pezzettino di Lionni, un'intramontabile storia sull'importanza di stare bene con se stessi così come si è, anche un po' spaiati se è il caso.



venerdì 22 gennaio 2016

The snowy day




Qui da noi la neve ha fatto solo una rapidissima comparsa durante le vacanze di Natale e la cosa non mi dispiace per nulla ma ci siamo goduti lo stesso l'atmosfera innevata tra libri e film (per esempio, ci siamo guardati per l'ennesima volta Frozen!).







Cercando qua e là ho trovato anche un libretto molto carino che si intitola The snowy day. E' un'opera molto conosciuta negli Stati Uniti e molto diffusa tra le letture scolastiche dei più piccoli e anche se ormai ha qualche annetto (è del 1962) merita davvero.







Il protagonista della storia è Peter, un bambino che una mattina si sveglia e scopre che durante la notte è nevicato tantissimo. Il libro descrive le avventure e i giochi del piccolo sulla neve. Compresa la triste scoperta che una palla di neve conservata nella tasca si scioglierà. 






Noi l'abbiamo letto anche in classe, prima in italiano e poi in inglese, ci siamo trasformati in Peter e abbiamo drammatizzato tutte le sue avventure nella neve. E' stato molto divertente tanto che ho dovuto proporre l'attività per una settimana intera perché i bambini continuavano a chiedermela.

Con questo post partecipo all'iniziativa I venerdì del libro di homemademamma

giovedì 21 gennaio 2016

Independence day-edizione invernale

Questa domenica ho partecipato all'edizione invernale dell'iniziativa Independence day lanciata da Francesca




L'idea di fondo è quella di autoprodursi il cibo senza ricorrere a scorciatoie preconfezionate che rischiano spesso di nascondere anche qualche insidia alimentare.

Ecco la mia proposta di menù molto semplice e veloce, l'unica cosa che richiede tempo infatti è la lievitazione della pizza

Colazione
porridge d'avena con miele di rovo e frutta secca a piacere
spremuta di agrumi
Pranzo
riso basmati allo zafferano
io cucino il basmati all'orientale ossia lo faccio rosolare due minuti nell'olio d'oliva poi aggiungo sale e acqua bollente, copro e lascio andare a fuoco bassissimo per dieci minuti (una preparazione sana e furba)
lenticchie al sugo di pomodoro
se avete poco tempo comprate quelle piccole che cuociono più velocemente

verdure miste al vapore

Cena 
passato di verdure
pizza Margherita 
noi sostituiamo la mozzarella con una spolverata di grana 

Anche se è domenica e c'è molto più tempo per cucinare, ho cercato di proporre idee praticabili anche durante la settimana proprio perché il mio intento era quello di sottolineare come il ricorso a cibi già pronti sia soprattutto una questione di abitudine.

Buon appetito!