venerdì 22 gennaio 2016

The snowy day




Qui da noi la neve ha fatto solo una rapidissima comparsa durante le vacanze di Natale e la cosa non mi dispiace per nulla ma ci siamo goduti lo stesso l'atmosfera innevata tra libri e film (per esempio, ci siamo guardati per l'ennesima volta Frozen!).







Cercando qua e là ho trovato anche un libretto molto carino che si intitola The snowy day. E' un'opera molto conosciuta negli Stati Uniti e molto diffusa tra le letture scolastiche dei più piccoli e anche se ormai ha qualche annetto (è del 1962) merita davvero.







Il protagonista della storia è Peter, un bambino che una mattina si sveglia e scopre che durante la notte è nevicato tantissimo. Il libro descrive le avventure e i giochi del piccolo sulla neve. Compresa la triste scoperta che una palla di neve conservata nella tasca si scioglierà. 






Noi l'abbiamo letto anche in classe, prima in italiano e poi in inglese, ci siamo trasformati in Peter e abbiamo drammatizzato tutte le sue avventure nella neve. E' stato molto divertente tanto che ho dovuto proporre l'attività per una settimana intera perché i bambini continuavano a chiedermela.

Con questo post partecipo all'iniziativa I venerdì del libro di homemademamma

giovedì 21 gennaio 2016

Independence day-edizione invernale

Questa domenica ho partecipato all'edizione invernale dell'iniziativa Independence day lanciata da Francesca




L'idea di fondo è quella di autoprodursi il cibo senza ricorrere a scorciatoie preconfezionate che rischiano spesso di nascondere anche qualche insidia alimentare.

Ecco la mia proposta di menù molto semplice e veloce, l'unica cosa che richiede tempo infatti è la lievitazione della pizza

Colazione
porridge d'avena con miele di rovo e frutta secca a piacere
spremuta di agrumi
Pranzo
riso basmati allo zafferano
io cucino il basmati all'orientale ossia lo faccio rosolare due minuti nell'olio d'oliva poi aggiungo sale e acqua bollente, copro e lascio andare a fuoco bassissimo per dieci minuti (una preparazione sana e furba)
lenticchie al sugo di pomodoro
se avete poco tempo comprate quelle piccole che cuociono più velocemente

verdure miste al vapore

Cena 
passato di verdure
pizza Margherita 
noi sostituiamo la mozzarella con una spolverata di grana 

Anche se è domenica e c'è molto più tempo per cucinare, ho cercato di proporre idee praticabili anche durante la settimana proprio perché il mio intento era quello di sottolineare come il ricorso a cibi già pronti sia soprattutto una questione di abitudine.

Buon appetito!


venerdì 8 gennaio 2016

La maestra è un capitano


Sono appena ricominciate le lezioni, ed ecco un libro illustrato (adatto sia agli adulti che ai ragazzi) che parla di una maestra come me e che descrive in maniera divertente e molto realistica la sua giornata per niente facile a dispetto di chi crede che il nostro sia un lavoro part-time.

"Non ce la faccio più. Davvero. Stamattina mi mancano le forze. Stamattina non li sopporto proprio. Li guardo scatenarsi e non dico più niente, non ho neppure un filo di voce, stamattina. Guardali. Sono diavoli, questi qui, mica bambini. Diavoli di quinta elementare. Venticinque diavoli con le corna, la coda e il forcone. Basta sono proprio stufa. Ma chi me lo fa fare? Voglio fare la commessa, io , la cameriera, la segretaria, la pizzaiola, l'accalappiacani. Qualsiasi cosa tranne la maestra. Qui ci vuole un capitano dei carabinieri, mica la maestra."

Non so quante volte l'ho penso io! Praticamente almeno una volta al giorno.

Nel corso delle pagine del libro la nostra povera maestra  ci racconta tutte le marachelle che compiono i suoi allegri studenti, quanto sia difficile catturare la loro attenzione e quanta pazienza ci vuole a volte con le mamme e i papà.

Ma fuori dalla scuola la maestra non può ancora togliersi il giubbotto antiproiettile perché ha una figlia che si è presa l'influenza ma deve fare i compiti e il marito che torna stanco e arrabbiato dal lavoro, un lavoro serio il suo! E c'è da passare a comprare la carta per le fotocopie, la spesa, i mestieri di casa e i colloqui con i genitori.

"Mi sento male quando ho l'incontro con i genitori. Mi vengono le gambe molli. Mi piacerebbe andar d'accordo, con loro. Mi piacerebbe progettare insieme l'educazione dei loro figli. Mi piacerebbe. Ma i papà fanno gli avvocati difensori dei loro figli  e, se rimproveri un bambino, il giorno dopo il padre viene a chiederti come puoi averlo fatto e ti spiega che suo figlio a casa è un angioletto, veramente, e che se fa così è chiaro che sta solo chiedendo un po' di attenzione, e se ha morso una chiappa del compagno di banco mentre lui raccoglieva la matita è solo perché era quasi mezzogiorno e aveva un po' di fame".

E poi, naturalmente, anche la maestra si ammala e se appena appena ce la fa va a scuola lo stesso.

"Me ne starei a casa anch'io volentieri, ma non posso. La maestra è un presidio, un avamposto, una sentinella.  Non può abbandonare la posizione".

Ma piano piano in mezzo a questo esilarante campo di battaglia emerge il perché vale ancora la pena fare la maestra ma non ve lo dico io, se volete scoprirlo dovrete proprio leggere il libro.