venerdì 8 gennaio 2016

La maestra è un capitano


Sono appena ricominciate le lezioni, ed ecco un libro illustrato (adatto sia agli adulti che ai ragazzi) che parla di una maestra come me e che descrive in maniera divertente e molto realistica la sua giornata per niente facile a dispetto di chi crede che il nostro sia un lavoro part-time.

"Non ce la faccio più. Davvero. Stamattina mi mancano le forze. Stamattina non li sopporto proprio. Li guardo scatenarsi e non dico più niente, non ho neppure un filo di voce, stamattina. Guardali. Sono diavoli, questi qui, mica bambini. Diavoli di quinta elementare. Venticinque diavoli con le corna, la coda e il forcone. Basta sono proprio stufa. Ma chi me lo fa fare? Voglio fare la commessa, io , la cameriera, la segretaria, la pizzaiola, l'accalappiacani. Qualsiasi cosa tranne la maestra. Qui ci vuole un capitano dei carabinieri, mica la maestra."

Non so quante volte l'ho penso io! Praticamente almeno una volta al giorno.

Nel corso delle pagine del libro la nostra povera maestra  ci racconta tutte le marachelle che compiono i suoi allegri studenti, quanto sia difficile catturare la loro attenzione e quanta pazienza ci vuole a volte con le mamme e i papà.

Ma fuori dalla scuola la maestra non può ancora togliersi il giubbotto antiproiettile perché ha una figlia che si è presa l'influenza ma deve fare i compiti e il marito che torna stanco e arrabbiato dal lavoro, un lavoro serio il suo! E c'è da passare a comprare la carta per le fotocopie, la spesa, i mestieri di casa e i colloqui con i genitori.

"Mi sento male quando ho l'incontro con i genitori. Mi vengono le gambe molli. Mi piacerebbe andar d'accordo, con loro. Mi piacerebbe progettare insieme l'educazione dei loro figli. Mi piacerebbe. Ma i papà fanno gli avvocati difensori dei loro figli  e, se rimproveri un bambino, il giorno dopo il padre viene a chiederti come puoi averlo fatto e ti spiega che suo figlio a casa è un angioletto, veramente, e che se fa così è chiaro che sta solo chiedendo un po' di attenzione, e se ha morso una chiappa del compagno di banco mentre lui raccoglieva la matita è solo perché era quasi mezzogiorno e aveva un po' di fame".

E poi, naturalmente, anche la maestra si ammala e se appena appena ce la fa va a scuola lo stesso.

"Me ne starei a casa anch'io volentieri, ma non posso. La maestra è un presidio, un avamposto, una sentinella.  Non può abbandonare la posizione".

Ma piano piano in mezzo a questo esilarante campo di battaglia emerge il perché vale ancora la pena fare la maestra ma non ve lo dico io, se volete scoprirlo dovrete proprio leggere il libro.

1 commento:

  1. In effetti, nel periodo in cui ho fatto le supplenze ho messo a dura prova tutte le mie risorse....posso immaginare il lavoro di maestre che dura da tanti anni quante energie richieda!Bellissimo librino!grazie del suggerimento

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